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Ferrovie: stop al collegamento diretto Siracusa-Palermo

 

A causa di problemi su alcuni passaggi a livello, non ci sono più i collegamenti diretti da Siracusa a Palermo. Insomma, a Catania si scende e si attende un altro treno. Mentre prima si partiva alle 6.40 e arrivava 10.25, adesso si arriva alle 12.46. Si vuole tagliar fuori l’intero sud est. E poi le ricerche dello Svimez ci dicono che i nostri giovani emigrano e rischiamo lo spopolamento.»

Il collegamento ferroviario tra Palermo e Catania fa parte del Corridoio n. 5 “Helsinki – La Valletta” della Rete Trans-Europea di Trasporto. “Tale corridoio, si legge nelle note progettuai, si sviluppa nel territorio siciliano seguendo la direttrice Messina – Catania – Enna – Palermo, per servire i principali nodi urbani dell’isola e migliorare i collegamenti ferroviari con i porti di Catania, Augusta e Palermo e con gli aeroporti di Palermo e Catania.”

«La tratta “Bicocca – Catenanuova”, – affermano il segretario generale della Cisl Sanzaro e il segretario della Fit, Valenti – dovrebbe costituire una fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce tra Palermo e Catania. Più che giungere a conclusioni, poniamo delle domande. L’afflusso di viaggiatori su quella tratta giustifica questa spesa? Basteranno dieci minuti in più per convincere i siciliani e i viaggiatori ad affidarsi al treno per andare da Catania a Palermo e viceversa? A cosa servirà tutto questo se i treni (pochi in verità) sulla Messina-Siracusa-Ragusa non viaggiano su doppio binario? Perché di quei fondi, Corridoio 5 e voci varie, non ne sono trasferiti una ulteriore parte sulla Siracusa-Ragusa?

A tutto questo – continuano i due segretari – si aggiunge l’intervento che pare sia previsto per Bicocca. Il collegamento con l’aeroporto di Fontanarossa si ridurrebbe ad una sorta di fermata in questa stazioncina senza arrivo reale allo scalo. I passeggeri provenienti da Ragusa e Siracusa, probabilmente a bordo di un Minuetto, dovranno poi attivarsi (forse con qualche autobus attrezzato per l’evenienza?) per raggiungere l’aeroporto”.

I sindacalisti ritengono che la politica e le istituzioni territoriali debbano intervenire. Le deputazioni Nazionale e Regionale, i sindaci interessati, facciano sentire la propria voce. Portino a Palermo e Roma le istanze di un territorio che pretende stesse opportunità.

“Se 28 milioni di euro sono serviti a farci recuperare appena 15 minuti sulla Messina-Siracusa, – concludono Paolo Sanzaro e Alessandro Valenti – ora è il momento di chiedere interventi strutturali di sistema e una programmazione che crei una rete ferroviaria seria e realmente utile.»

By Redazione

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