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Augusta – Nello Bongiovanni: “Io, vittima di intimidazioni”

Sebastiano Bongiovanni ha 53 anni, è uno che fa sindacato da molti anni per passione. Uno che negli ultimi due anni ha ha fatto molte battaglie nel carcere di Augusta a tutela dei diritti dei suoi colleghi poliziotti penitenziari. Bongiovanni, fino a 2 anni fa aveva una valutazione professionale ottima ma, stranamente, dopo la sua intensa azione sindacale, ogni anno viene giudicato dal Direttore e dal comandante in modo negativo, abbassandogli la cosiddetta classifica di tre punti ogni anno e rischiando la dispensa dal servizio, quindi il licenziamento, per insufficienza nell’attività professionale. Giorno 8 Agosto u.s. è stato notificato a Bongiovanni il rapporto informativo per l’anno 2021 con un giudizio sempre più penalizzante. In due anni gli sono stati abbassati sei punti, costringendo il sindacalista a presentare non solo ricorso al TAR ma anche denuncia querela alla Procura della Repubblica in quanto dagli elementi a sostegno del giudizio complessivo negativo emergerebbero – afferma Bongiovanni – ipotesi di reato portate a conoscenza dell’autorità giudiziaria. “A chi pensa che questa intimidazione possa farmi desistere, dico a costoro che non sarà così”, dichiara Bongiovanni che aggiunge: la mia è una battaglia per la legalità che prima o poi vincerò. È palese la condotta antisindacale, fino a due anni fa, evidentemente quando non calpestavo i piedi a qualcuno, ero un agente eccellente, oggi, stranamente, sono diventato scarso nonostante abbia vinto nel frattempo due concorsi interni proprio per i miei titoli riconosciuti dall’amministrazione centrale. Ovviamente – continua Bongiovanni – questo ulteriore giudizio negativo, redatto senza elementi oggettivi, integrerà la mia denuncia presentata all’autorità giudiziaria. Abbiamo chiesto maggiori controlli da parte dell’amministrazione regionale e quella centrale ma molto spesso le nostre segnalazioni non trovano sbocco. Se il Provveditore prendesse una volta per tutte posizione, ad Augusta i Poliziotti Penitenziari non sarebbero soli. Il SIPPE ed il Sinappe, conclude Bongiovanni, saranno sempre dalla parte dei poliziotti e lotteranno per difendere non solo la libertà sindacale ma anche la dignità dei lavoratori.

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