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Liceo Corbino: “Sentenza TAR legittima, ora ascolto per i nostri 1.400 studenti”

Dopo mesi di silenzio, la scuola rompe il riserbo: "800 ragazzi in via Pitia studiano in condizioni inadeguate"

Il Liceo Corbino interviene pubblicamente dopo la sentenza del TAR che ha confermato la legittimità delle decisioni del Libero Consorzio. La comunità scolastica rivendica attenzione per gli oltre 800 studenti del plesso di via Pitia, in condizioni strutturali critiche. “Se si dà voce agli studenti, devono essere ascoltati tutti”.

SIRACUSA – Dopo mesi di silenzio istituzionale, il Liceo Corbino rompe il riserbo sulla vicenda che ha coinvolto la comunità scolastica siracusana. La sentenza del TAR ha confermato la legittimità delle decisioni del Libero Consorzio, ma la scuola chiede ora che vengano ascoltati anche i suoi 1.400 studenti, in particolare gli oltre 800 ragazzi che frequentano il plesso di via Pitia in condizioni strutturali inadeguate.

Una presa di posizione che rivendica il diritto allo studio per tutti, senza contrapposizioni né piazze.

IL SILENZIO ISTITUZIONALE E LA SCELTA DELLA RESPONSABILITÀ

In questi mesi il Liceo Corbino ha scelto il silenzio e il rispetto delle istituzioni, ritenendo che una vicenda così delicata dovesse trovare soluzione nelle sedi competenti e non nelle piazze.

Oggi, dopo il pronunciamento del TAR che ha confermato la legittimità delle decisioni del Libero Consorzio, la comunità scolastica ritiene doveroso rappresentare il proprio punto di vista.

“Se il principio è quello di dare voce agli studenti, allora devono essere ascoltati tutti gli studenti” – sottolinea la scuola in una nota ufficiale.

1.400 STUDENTI E 800 IN CONDIZIONI INADEGUATE

Devono essere ascoltati anche i circa 1.400 alunni del Liceo Corbino e, in particolare, gli oltre 800 ragazzi che ogni giorno frequentano il plesso di via Pitia, una struttura che per caratteristiche e dotazioni non può essere considerata pienamente adeguata alle esigenze di una moderna comunità educativa.

“Anche loro avrebbero molte ragioni per manifestare” – si legge nel comunicato – “potrebbero rivendicare laboratori più attrezzati, spazi sportivi adeguati, ambienti di apprendimento più funzionali. In altre parole, potrebbero rivendicare il pieno diritto allo studio, che da anni risulta fortemente condizionato dalle criticità strutturali della sede che frequentano”.

NESSUN SIT-IN, SOLO RISPETTO ISTITUZIONALE

“Anche loro potrebbero organizzare sit-in, raccogliere firme e promuovere iniziative di protesta. Il Liceo Corbino non lo ha fatto” – precisa la comunità scolastica.

La scuola ha scelto la strada della responsabilità istituzionale, evitando di alimentare contrapposizioni tra studenti di scuole diverse e di trasformare una questione amministrativa in una contesa pubblica affidata alla mobilitazione degli alunni.

“Abbiamo preferito affidarci ai dati, agli atti amministrativi e alle valutazioni degli organi competenti, che oggi hanno trovato conferma nella sentenza del TAR”.

LA PAROLA “CLIENTELARE” E IL RISPETTO DELLE ISTITUZIONI

Il Liceo Corbino esprime preoccupazione per il linguaggio utilizzato in alcuni interventi pubblici.

“Colpisce che una decisione assunta da un ente pubblico nell’esercizio delle proprie competenze, fondata su dati oggettivi e successivamente ritenuta legittima dal Tribunale Amministrativo Regionale, venga definita in alcuni interventi pubblici come ‘clientelare'”.

Si tratta di una qualificazione particolarmente grave, perché non si limita a contestare una scelta amministrativa, ma finisce per insinuare l’esistenza di logiche estranee all’interesse pubblico.

“Un’affermazione difficilmente conciliabile con il percorso amministrativo seguito, con gli atti adottati dagli uffici competenti e con il pronunciamento dell’autorità giudiziaria che ha esaminato approfonditamente la vicenda”.

IL DIRITTO ALLO STUDIO APPARTIENE A TUTTI

“Le decisioni pubbliche possono essere condivise o contestate, ma il confronto democratico dovrebbe sempre fondarsi sul rispetto delle istituzioni, dei fatti e delle pronunce degli organi chiamati a valutarli” – afferma la comunità scolastica.

“Appare difficile comprendere il permanere di iniziative e forme di protesta che sembrano ignorare non soltanto le decisioni assunte dagli enti competenti, ma anche le esigenze di centinaia di studenti che da anni attendono una risposta concreta ai problemi strutturali che interessano la scuola”.

LA POSIZIONE DEL LICEO CORBINO

Il Liceo Corbino ha scelto di non alimentare contrapposizioni e di affidarsi alle istituzioni. Oggi, però, ritiene doveroso ricordare che il diritto allo studio appartiene a tutti gli studenti e che ogni decisione deve tenere conto delle esigenze dell’intera comunità scolastica provinciale.

“Questo è il principio che ha guidato finora la scuola e che continuerà a guidarla: rispetto delle istituzioni, rispetto dei fatti e tutela dell’interesse generale”.

By Redazione

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