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Fiom Siracusa: “A Priolo in gioco il futuro del Petrolchimico. Il Governo si assuma le proprie responsabilità”

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La Fiom Siracusa denincia la situazione del Polo petrolchimico di Priolo sostenendo che la vicenda ENI-Versalis non riguarda il futuro di una singola azienda, ma il destino dell’intero considerato asset strategico per la sicurezza energetica nazionale.

“Chi continua a raccontare – dice la Fiom – questa crisi come una semplice riorganizzazione aziendale sceglie di non vedere la realtà“.

Il piano di progressivo ridimensionamento della chimica di base rappresenta il più grave processo di dismissione industriale degli ultimi decenni, destinato a produrre effetti devastanti su tutto il sistema produttivo del territorio siracusano“.

Un equilibrio delicato per l’intero sistema industriale

Il petrolchimico rappresenta un sistema integrato dove raffinazione, chimica, energia, logistica, imprese dell’indotto vivono un delicato equilibrio costruito in oltre cinquant’anni di investimenti e competenze.

“Se si rompe uno degli anelli fondamentali di questa catena, il rischio è quello di compromettere l’intero sistema industriale. Da mesi la FIOM denuncia il progressivo indebolimento del polo siracusano: la riduzione dei carichi di lavoro negli appalti, la contrazione degli investimenti, l’incertezza sulle prospettive produttive, la perdita di commesse e il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali stanno già producendo effetti pesantissimi sull’occupazione“.

In questo contesto, l’abbandono della chimica di base da parte di ENI rischia di innescare un effetto domino capace di travolgere centinaia di imprese e migliaia di lavoratori.

L’appello a un intervento del Governo

Governo, secondo Fiom, che dovrebbe intervenire e se sceglie di non farlo “si assume la responsabilità politica della progressiva deindustrializzazione del mezzogiorno e della crisi del petrolchimico siracusano. È necessario dire con chiarezza che non esiste una transizione giusta senza industria, senza lavoro e senza investimenti.

La transizione energetica deve essere governata attraverso nuovi impianti, nuove produzioni, ricerca, innovazione e riconversione tecnologica. Non può tradursi nella chiusura di impianti, nella perdita di capacità produttiva e nell’espulsione di migliaia di lavoratori dal ciclo produttivo“.

Fiom e la richiesta di una vertenza nazionale

Per Priolo serve una strategia completamente diversa. Per questo la FIOM chiede l’apertura immediata di una Vertenza Nazionale per il Petrolchimico di Priolo, con la presenza del Governo nazionale, della Regione Siciliana, delle aziende e delle organizzazioni sindacali.

Non vogliamo altri tavoli convocati per gestire le crisi, ma un progetto chiaro e esigibile che definisca il futuro del polo per i prossimi trent’anni“.

Occorre garantire:

  • un grande piano di investimenti sulla decarbonizzazione e sull’innovazione industriale;
  • il rilancio delle manutenzioni e delle attività impiantistiche;
  • la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali, dei lavoratori diretti e dell’indotto;
  • una contrattazione di sito che renda il petrolchimico un modello nazionale di sicurezza, qualità del lavoro, legalità negli appalti e sviluppo industriale.

Il Governo deve scegliere se difendere l’interesse nazionale o accompagnare passivamente il declino del più grande polo energetico del mezzogiorno, e allo stesso tempo ENI deve scegliere se essere protagonista di uno vero sviluppo sostenibile oppure diventare il simbolo di un paese che rinuncia definitivamente alle proprie produzioni strategiche.

Noi non possiamo accettare che Priolo diventi l’ennesimo sito sacrificato in nome di strategie prive di una visione industriale. Difendere Priolo significa difendere migliaia di posti di lavoro, l’industria del Paese e il futuro dell’intero territorio“.

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