Teatro Politeama scenario di incontro organizzato da Cateno De Luca per un confronto con il centrodestra Noi moderati. A presenziare Marianna Caronia che insieme al movimento Noi moderati mette al centro i siciliani “E, poiché – dichiara Caronia – la stagione che abbiamo davanti non la possiamo affidare ad avventurismi o a estremismi, il movimento di Cateno De Luca può e deve essere parte importante di questo progetto”.
L’incontro ha permesso a Noi moderati un confronto su temi e programmi in vista del prossimo governo della città e della Regione. Facendo presente che il centrodestra “può e deve ritrovare le ragioni della propria unità: un percorso che non deve basarsi su logiche di spartizione o sui singoli nomi, ma esclusivamente sulla condivisione dei programmi e sul bene comune“”.
Attacco all’attuale amministrazione
Centro delle critiche l’amministrazione. Secondo Caronia, infatti, la giunta Lagalla è stata fallimentare sul piano sociale e strutturale con l’abbandono delle periferie e l’azzeramento degli investimenti sulla sicurezza urbana.
“Il risanamento dei conti del Comune di Palermo è un fatto positivo, ma è il frutto esclusivo dell’aiuto del governo nazionale. La realtà quotidiana di Palermo descrive una città profondamente divisa e lasciata a sé stessa. I quartieri periferici subiscono una totale assenza di servizi, manutenzione e controllo del territorio”.
“La sicurezza urbana è ormai un miraggio – ha incalzato il deputato –. Quello che dovrebbe essere un momento di svago per i giovani è degenerato in una movida violenta, priva di regole e fuori controllo, che ostacola la vivibilità dei residenti e mette a rischio l’incolumità pubblica”.
Il sindaco ideale per Palermo
Il deputato a inoltre ha dichiarato che il profilo necessario per la futura guida della città di Palermo debba essere “palermitano vero, che conosca ogni vicolo, ogni problema e ogni risorsa di questa terra. La prossima guida della città – conclude Caronia – deve essere la voce e l’espressione diretta di quella moltitudine di palermitani che vive nelle periferie, troppo a lungo trattati come cittadini di serie B”.
