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Parco Nazionale degli Iblei: TAR impone la chiusura del procedimento

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Vent’anni di attesa e il procedimento per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei entra nella sua fase decisiva. Una recente sentenza del TAR Sicilia ha stabilito che la Regione Siciliana dovrà concludere l’iter amministrativo entro 180 giorni, ponendo fine a una situazione statica che dura anni.

Le associazioni coinvolte e firmatarie chiedono che venga rispettata la legge nazionale e che il Parco venga istituito senza rinvii, evidenziando i benefici ambientali, economici e sociali che il territorio potrebbe ottenere.

La legge per il Parco Nazionale degli Iblei

L’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei è prevista dalla Legge n. 222 del 29 novembre 2007. L’articolo 26, comma 4-septies, stabilisce che, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Ambiente, d’intesa con la Regione e sentiti gli enti locali interessati, debbano essere istituiti quattro nuovi parchi nazionali in Sicilia:

  • Parco delle Egadi e del litorale trapanese;
  • Parco delle Eolie;
  • Parco dell’Isola di Pantelleria;
  • Parco Nazionale degli Iblei.

Nonostante la norma sia in vigore dal 2007, il Parco degli Iblei non è stato ancora istituito. La vicenda, interessata da un lungo percorso amministrativo, ha coinvolto numerosi soggetti istituzionali e territoriali. Non sono mancati incontri pubblici e tecnici, tre fasi di concertazione, tavoli istituzionali tra Regione Siciliana, Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), enti locali, associazioni ambientaliste, rappresentanti del territorio e portatori di interesse.

Incontri, in cui sono state presentate osservazioni, proposte e richieste di modifica, mentre fase istruttoria è stata coordinata dalla Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, con il supporto tecnico dell’ISPRA.

La bozza del 2024 e il ricorso di Ente Fauna Siciliana

Il 1° febbraio 2024 il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha trasmesso alla Regione Siciliana la bozza del decreto istitutivo, completa di cartografia e norme di tutela, per ottenere la necessaria intesa prevista dalla legge. Ma il procedimento si è bloccato ulteriormente.

Per la lunga inattività amministrativa, l’Associazione Naturalistica di Ricerca e Conservazione Ente Fauna Siciliana ha deciso di rivolgersi alla giustizia amministrativa presentando ricorso prima al TAR Lazio e poi al TAR Sicilia contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e contro l’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, coinvolgendo anche i Liberi Consorzi di Siracusa e Ragusa e la Città Metropolitana di Catania.

L’obiettivo era concludere il procedimento amministrativo e dichiarare illegittimo il silenzio delle amministrazioni.

La sentenza del TAR Sicilia: il silenzio è illegittimo

Mediante la sentenza n. 815 del 9 giugno 2026, il TAR Sicilia ha accolto integralmente il ricorso. Il Tribunale ha ribadito alcuni principi fondamentali:

  • l'”intesa” prevista dalla Legge 394 del 1991 non può trasformarsi in un diritto di veto capace di bloccare indefinitamente una competenza dello Stato, soprattutto quando riguarda la tutela dell’ambiente, interesse considerato unitario e indivisibile dalla Corte Costituzionale.
  • la lunga inattività della Regione Siciliana viola il principio di leale collaborazione tra istituzioni, che impone di portare a termine il procedimento in tempi ragionevoli.

Per questo motivo il Tribunale ha dichiarato illegittimo il silenzio amministrativo mantenuto fino a oggi.

La Regione obbligata a concludere il procedimento entro 180 giorni

La sentenza ordina all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana di completare il procedimento entro un termine perentorio di 180 giorni, adottando tutti gli atti necessari per arrivare alla definitiva istituzione del Parco Nazionale degli Iblei.

Nel caso in cui il termine non venga rispettato, entrerà in funzione un Commissario ad acta, individuato nel Direttore generale per il patrimonio naturalistico e il mare, oppure in un suo delegato.

Il Commissario avrà ulteriori 60 giorni di tempo per sostituirsi all’amministrazione regionale e completare tutte le procedure necessarie, superando ogni eventuale blocco amministrativo.

Una sentenza che conferma il lavoro svolto negli ultimi vent’anni

Secondo le associazioni promotrici, la decisione del TAR non rappresenta soltanto un obbligo a chiudere il procedimento, ma conferma anche la validità dell’intero percorso amministrativo portato avanti negli ultimi vent’anni.

La sentenza riconosce il valore del lavoro di concertazione svolto tra istituzioni, enti locali, associazioni e cittadini e impone che si arrivi finalmente all’acquisizione dell’intesa prevista dalla legge e alla definitiva istituzione del Parco. Ed evidenziano che l’istituzione del Parco produrrebbe importanti vantaggi per la tutela dell’ambiente e della biodiversità, e per lo sviluppo economico dell’intero territorio.

Tra i principali benefici ci sarebbero:

  • la valorizzazione dell’agricoltura e della zootecnia;
  • la promozione delle produzioni agroalimentari di eccellenza;
  • il rafforzamento del turismo naturalistico, culturale ed enogastronomico;
  • nuove opportunità per il settore alberghiero ed extralberghiero;
  • lo sviluppo dei servizi collegati al turismo;
  • il sostegno all’artigianato locale;
  • una maggiore valorizzazione del patrimonio ambientale, naturalistico, artistico, culturale ed etnoantropologico dell’area.

L’obiettivo è coinvolgere le comunità locali in un percorso di tutela e sviluppo sostenibile del territorio.

L’appello delle associazioni: “Il Parco non può più aspettare”

Nel documento conclusivo, le associazioni chiedono alle istituzioni di dare piena attuazione alla legge nazionale e di rispettare quanto stabilito dalla recente sentenza del TAR Sicilia.

Secondo i firmatari, non esistono più motivi per rinviare l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. Oltre agli obblighi derivanti dalla decisione del Tribunale, viene richiamato anche l’articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela il paesaggio, l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi.

Per le associazioni, completare finalmente il procedimento significa non solo rispettare la legge, ma anche investire nella conservazione del patrimonio naturale e nello sviluppo sostenibile di uno dei territori più ricchi di biodiversità della Sicilia.

In questi quasi 20 anni di concertazione e di confronti istituzionali – dice Marco Mastriani, coordinatore regionale FEDERPARCHI SICILIA – ci siamo sempre prodigati per collaborare con le istituzioni e con tutti i portatori di interesse a vario titolo, proprio per far capire l’importanza di istituire il Parco nazionale degli Iblei, in un territorio di notevole importanza ambientale, naturale e culturale

Oggi è arrivato il tempo di agire e di istituire il Parco nazionale degli Iblei, così come prevede la norma nazionale n.222 del 29 novembre 2007 e soprattutto così come sancito e confermato dalla sentenza del TAR SICILIA n.00815 del 9 giugno 2026. Si chiuda il prima possibile la fase di intesa fra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e si attui quanto previsto dall’articolo 9 della Costituzione italiana

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