Livelli massimi per l’inflazione che sale da tre anni e raggiunge il 3,3% ad agosto 2026 su base annua.
In aumento rispetto al 2,9% di luglio, trainata dall’aumento dei prezzi dell’energia legato al conflitto da sei mesi in Medio Oriente. La Bce si trova così a scegliere se restare ferma o procedere subito a un nuovo rialzo dei tassi già dalla riunione del Comitato di politica monetaria in programma il prossimo 10 settembre.
Il meeting di luglio ha mantenuto i tassi invariati al 2,25%, dopo che a metà giugno il board aveva proceduto con un ritocco al rialzo dello 0,25%, il primo dopo tre anni. I tassi avevano segnato il loro massimo storico a ottobre 2023, quando il tasso di riferimento era salito al 4%, prima che iniziasse una serie progressiva di otto tagli.
Dalle minute della riunione del 22 e 23 luglio scorsi è emerso che alcuni membri del Consiglio direttivo della Bce non si sarebbero opposti a un eventuale rialzo dei tassi già in quell’occasione, visto che i macro dati a disposizione già dopo il direttivo di giugno avevano confermato la necessità di un ulteriore inasprimento delle politiche monetarie.
Inflazione ed energia
I dati sull’inflazione di agosto confermano l’influenza dei prezzi dell’energia sulle prospettive dell’Eurozona. L’inflazione complessiva è tornata sopra il 3%, mentre la moderazione dell’inflazione core indica che le pressioni sui prezzi sottostanti non hanno seguito lo stesso andamento. Una sfida da affrontare sarà quella se il rincaro dell’energia è un fattore temporaneo o persistente sull’economia nel suo complesso.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse di 0,25 punti, portandoli al 2,50%, già a settembre. Secondo le previsioni la possibilità di un rialzo è del 99%, e potrebbe arrivarne un altro anche a ottobre.
Anche negli Stati Uniti la situazione preoccupa: l’inflazione è ancora considerata troppo alta e gli analisti iniziano a pensare che anche la Fed possa aumentare i tassi.
L’inflazione, dunque, resta alta e le banche centrali potrebbero rendere più costosi i prestiti per cercare di frenare l’aumento dei prezzi.
