Emma Bonino è morta questa mattina a Roma all’età di 78 anni, dopo anni di battaglia contro una lunga malattia. La leader radicale era stata ricoverata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito. Nelle ultime ore, dopo l’uscita dalla terapia intensiva, era stata trasferita in una struttura privata, come concordato tra il medico curante e i sanitari dell’ospedale romano.
Le sue condizioni erano state definite delicate. La notizia della morte ha suscitato profondo cordoglio nel mondo politico e istituzionale, italiano ed europeo.
Radicale, laica, femminista e protagonista di numerose battaglie civili, Bonino ha dedicato oltre mezzo secolo all’impegno politico. Dalla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali alla promozione dell’integrazione europea, il suo percorso è stato segnato da posizioni spesso nette e da una costante attenzione ai temi della giustizia, dell’autodeterminazione e della democrazia.
Tra le battaglie più significative della sua attività politica ci sono quelle per i diritti delle donne, per la legalizzazione dell’aborto e per il miglioramento della legge 194. In un’intervista all’ANSA del 2018 aveva definito la normativa “positiva”, sottolineando però la necessità di aggiornarla e renderne pienamente effettiva l’applicazione.
Nel corso della sua lunga carriera, Bonino ha ricoperto incarichi di rilievo nelle istituzioni italiane ed europee, mantenendo sempre una forte identità politica e una particolare attenzione ai temi internazionali. La sua figura è stata spesso associata alle battaglie per un’Europa più unita e integrata.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato Bonino sottolineando il segno lasciato nella storia del Paese: “Emma Bonino ha impresso un segno nella vita della Repubblica. La sua priorità era l’unità e la maggiore integrazione dell’Europa”.
Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso il cordoglio del governo. Durante un punto stampa a Vercelli ha annunciato: “Stiamo predisponendo le esequie di Stato per Emma Bonino”.
Con la sua scomparsa, l’Italia perde una delle protagoniste più riconoscibili e combattive della vita politica degli ultimi decenni. Una figura capace di attraversare stagioni diverse della Repubblica, mantenendo al centro del proprio impegno la difesa delle libertà e dei diritti civili.
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