Trasporti in Sicilia, tregua per l’ortofrutta: la protesta si sposta al ministero

Gli autotrasportatori allentano il fermo per salvare i prodotti deperibili come l'uva da tavola. Il ringraziamento dell'assessore Sammartino, mentre l'opposizione chiede di rivedere i fondi regionali. Il 20 ottobre tavolo d'emergenza a Milano con il ministro Salvini.
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PALERMO – Arriva una prima boccata d’ossigeno per l’economia agricola della Sicilia nel mezzo della delicata vertenza che sta interessando il settore del trasporto merci sull’Isola. Il Comitato trasportatori siciliani e le sigle di categoria hanno deciso di allentare temporaneamente il blocco per consentire il transito e la spedizione dei prodotti ortofrutticoli deperibili, scongiurando danni irreparabili per le produzioni stagionali.

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La soddisfazione della Regione e la tregua per l’agricoltura

L’apertura della categoria è stata accolta con profondo sollievo dai vertici del governo regionale. Luca Sammartino, vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all’Agricoltura, ha espresso pubblica gratitudine nei confronti degli operatori del settore per il senso di responsabilità dimostrato verso la filiera agroalimentare.

«Desidero ringraziare il Comitato trasportatori siciliani e tutti gli autotrasportatori dell’Isola per aver scelto di allentare il fermo a favore del comparto ortofrutticolo» ha dichiarato Sammartino, sottolineando quanto questa tregua sia vitale in un momento cruciale per comparti di punta come quello dell’uva da tavola, che proprio in queste settimane necessita di raggiungere rapidamente i mercati nazionali ed esteri. L’assessore ha inoltre rassicurato sulla costante sinergia in atto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per individuare soluzioni rapide contro i continui rincari dei carburanti.

Presidio al porto di Palermo e le critiche sui fondi regionali

Nonostante la parziale riapertura dei corridoi di trasporto, la tensione della base resta elevata. La vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, Roberta Schillaci, si è recata al presidio organizzato davanti al porto di Palermo per ascoltare direttamente le istanze degli autotrasportatori.

Al centro del dibattito interno ci sono i 15 milioni di euro recentemente stanziati dalla Regione Siciliana per contrastare il caro-gasolio, con contributi a fondo perduto fino a 50 mila euro per impresa. Pur valutando positivamente lo stanziamento, la deputata pentastellata ha raccolto le forte perplessità della categoria riguardo ai criteri di assegnazione definiti dal decreto aziendale, stilati — secondo gli operatori — senza un preventivo e adeguato ascolto delle reali esigenze della base. Schillaci ha quindi formalmente chiesto all’amministrazione regionale di aprire un tavolo di confronto urgente per apportare le necessarie modifiche al decreto, garantendo che i sussidi vadano a beneficio effettivo delle realtà più esposte.

La vertenza diventa nazionale: il 20 ottobre il tavolo con Salvini

La partita si sposta ora sul piano nazionale. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha confermato l’appuntamento fissato per martedì 20 ottobre presso la Prefettura di Milano. L’incontro si articolerà in due sessioni di lavoro: al mattino con le principali organizzazioni sindacali di settore e nel pomeriggio direttamente con i rappresentanti dei comitati spontanei nati in Sicilia, Puglia e Calabria.

Lanciando un fermo invito alla responsabilità collettiva per evitare blocchi selvaggi che finirebbero per penalizzare altri comparti lavorativi, Salvini ha garantito l’impegno dell’esecutivo per sbloccare nel breve periodo i fondi finora impantanati nei passaggi burocratici. Il ministero punta inoltre a integrare le risorse disponibili per fronteggiare i rincari globali delle materie prime e attenuare l’impatto economico delle direttive europee sulle emissioni (Ets), giudicate fortemente penalizzanti per il trasporto gommato nelle regioni insulari.

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