Una piazza di spaccio attiva 24 ore su 24, con centinaia di cessioni di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina. È il quadro emerso dalle indagini della Squadra Mobile della Questura di Siracusa che hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre siracusani, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga.
Il provvedimento riguarda un uomo che si trovava già agli arresti domiciliari e altri due indagati, già detenuti per un’altra causa. Dopo le formalità di rito, anche il ventiseienne è stato condotto in carcere.
L’organizzazione della piazza di spaccio
L’attività investigativa, avviata nel giugno del 2021, avrebbe permesso di ricostruire l’esistenza di un’organizzazione stabile, operante nella zona alta della città, con una precisa divisione dei compiti tra i partecipanti.
Secondo gli investigatori, al vertice del gruppo ci sarebbe stato un soggetto ritenuto promotore e organizzatore dell’attività illecita. La piazza di spaccio sarebbe stata allestita all’interno di una palazzina, dove venivano gestite le cessioni di droga e le altre attività connesse al traffico di stupefacenti.
Il sistema prevedeva anche la presenza di vedette, incaricate di controllare la zona e fare la spola tra il punto di vendita e il terrazzo dello stabile, utilizzato come base operativa.
Negli altri piani dell’edificio sarebbero state organizzate la custodia e lo stoccaggio delle scorte di droga e del denaro ricavato dalle vendite, oltre al confezionamento delle sostanze.
Compensi fino a 700 euro a settimana
L’organizzazione avrebbe garantito ai partecipanti compensi settimanali differenziati in base alle mansioni svolte. In particolare, i pusher avrebbero ricevuto somme comprese tra 250 e 700 euro a settimana, mentre le vedette sarebbero state retribuite con importi pari alla metà di quelli riconosciuti agli addetti alla vendita.
I guadagni derivanti dallo spaccio sarebbero stati utilizzati per il sostentamento dei singoli componenti e per finanziare le attività dell’organizzazione.
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno portato all’emissione della misura cautelare da parte dell’autorità giudiziaria.
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