SIRACUSA – Non si placa, anzi si arricchisce di nuovi contorni istituzionali e legali, lo scontro sulla natura giuridica di Aretusacque, la società mista pubblico-privata incaricata di gestire il servizio idrico integrato in provincia di Siracusa per i prossimi trent’anni.
A stretto giro dalla nota del Consiglio di sorveglianza della società, arriva la contro-replica del deputato nazionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, Luca Cannata, che rivela un insanabile contrasto interno tra gli stessi organi societari ed esige un’immediata assunzione di responsabilità da parte della politica e degli organi di controllo.
«Divergenza insanabile tra Consiglio di Gestione e Consiglio di Sorveglianza»
«Prendo atto della risposta del Consiglio di sorveglianza, che conferma quanto fosse necessario sollevare la questione attraverso le mie interrogazioni parlamentari e richieste di accesso agli atti – esordisce Cannata –. Oggi emerge pubblicamente un contrasto grave tra gli stessi organi societari: il parere legale acquisito dall’ATI riconosce la natura di società a controllo pubblico, mentre il Consiglio di gestione continua formalmente a sostenere il contrario».
Cannata cita un documento ufficiale a supporto della propria tesi: «Con una nota del 14 ottobre 2026 (prot. n. 1813/26) indirizzata al sottoscritto e trasmessa anche all’ATI e al Consiglio di sorveglianza, Aretusacque ha ribadito la propria interpretazione, definendosi espressamente ‘società a partecipazione pubblica di non controllo’ per delimitare l’accesso civico generalizzato agli atti. Siamo di fronte a una spaccatura che non può essere liquidata come una semplice disputa teorica: da questo dipende quali norme sulla trasparenza, sugli appalti e sui controlli siano state applicate fino ad oggi».
«I Sindaci dell’ATI sono stati ignorati. Servono Anac e Corte dei Conti»
Il parlamentare contesta la gestione istituzionale della vicenda, stigmatizzando il mancato coinvolgimento dei primi cittadini della provincia siracusana, chiamati a tutelare i propri territori in vista dei prossimi tre decenni di gestione dell’acqua.
«È incomprensibile che di fronte a un contrasto di questa portata non sia stata convocata d’urgenza l’Assemblea dei Sindaci dell’ATI – incalza il parlamentare di FdI –. Il Consiglio di sorveglianza prospetta il coinvolgimento della Corte dei conti. Ben venga la magistratura contabile, ma non può essere considerata alternativa all’intervento dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione). Le due istituzioni svolgono verifiche distinte e complementari».
«Chiedo che vengano trasmessi immediatamente all’ANAC il parere legale dell’ATI, le note del Consiglio di gestione, lo statuto e i patti parasociali. Non possiamo affrontare una responsabilità trentennale sull’acqua pubblica con incertezze sulle regole e sindaci estromessi dalle decisioni. Continuerò la mia attività di verifica finché non ci saranno risposte documentate e garanzie per le famiglie siracusane», conclude Cannata.
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