MESSINA / PALERMO – «Sono privi di fondamento fattuale gli allarmi relativi a presunte imminenti chiusure di alcune tratte autostradali o all’introduzione di limiti di velocità diversi da quelli attualmente in vigore».
Con una nota ufficiale, il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) smentisce seccamente le voci circa un’imminente paralisi della circolazione o l’abbassamento generalizzato dei tetti di velocità a 60 km/h lungo le dorsali A18 Catania-Messina e A20 Messina-Palermo.
L’allarme era scattato a seguito delle risultanze della relazione tecnica firmata dall’ingegnere Placido Migliorino, ispettore e funzionario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che evidenziava severe criticità sulla vetustà delle barriere laterali di sicurezza, ipotizzando drastiche prescrizioni cautelari qualora l’ente gestore non fosse intervenuto tempestivamente.
Il nodo della concessione e i chiarimenti contabili del MIT
Dal dicastero guidato da Matteo Salvini confermano di aver sollecitato il CAS ad adottare le misure necessarie a tutela della sicurezza stradale, ricordando che la responsabilità legale e operativa sulla circolazione ricade unicamente sul gestore. Dal MIT sono stati inoltre richiesti chiarimenti contabili sulle risorse utilizzate.
Il passaggio appare di rilevanza cruciale: lo scorso luglio il Ministero ha infatti avviato il procedimento di revoca della concessione delle due arterie autostradali. Il mancato o parziale adempimento alle prescrizioni di sicurezza impartite a luglio potrebbe accelerare l’iter della decadenza.
Da parte sua, il CAS rivendica «l’avvio di numerosi interventi di ammodernamento e manutenzione in corso su tutte le tratte della A20 e della A18 — compreso il rifacimento della segnaletica orizzontale e i cantieri tra Cefalù e Santo Stefano di Camastra, ricchi di gallerie come la Langenia e la Sant’Ambrogio e viadotti come il Pollina e il Tusa — con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza e la fruibilità della rete».
Domani la manifestazione della Cgil Sicilia: carovane da Catania e Messina
Per difendere il diritto alla mobilità e denunciare i ritardi nella manutenzione, la Cgil Sicilia insieme alle categorie degli edili (Fillea) e dei trasporti (Filt) ha promosso per domani, mercoledì 21 ottobre, una giornata di mobilitazione.
Due carovane automobilistiche partiranno alle ore 9:00 dai caselli di Catania e Messina per ricongiungersi intorno alle 10:00 presso l’area di servizio di Calatabiano (direzione Messina).
«Lo stato generale della viabilità, anche quella secondaria, lascia presagire che anche piccole variazioni sulla percorrenza produrrebbero una situazione critica per chi viaggia – dichiara il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino –. La sicurezza viene prima di tutto ed è bene che si sia sollevato il velo sui mancati interventi e sui ritardi di chi avrebbe dovuto provvedere. Chiediamo al governo regionale di non fare il pesce in barile e di affrontare i problemi strutturali dei trasporti nell’Isola, comprese le strade provinciali e la rete ferroviaria, pesantemente penalizzata dall’attuale chiusura della tratta Siracusa-Catania».
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