Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del gip del Tribunale, Antonella Coniglio, anche i quattro imprenditori indagati nell’ambito dell’inchiesta Nexus, che ipotizza l’esistenza di un presunto sistema di relazioni tra esponenti politici, pubblici ufficiali e imprenditori finalizzato a favorire la partecipazione ad appalti e affidamenti di lavori pubblici.
Si tratta di amministratori, soci e dipendenti delle imprese riconducibili alla famiglia Boscarino, per i quali viene contestata, a vario titolo, l’ipotesi di corruzione. Per il quarto imprenditore, invece, l’accusa ipotizzata è quella di traffico di influenze illecite.
Assistiti dagli avvocati Giorgio D’Angelo e Silvestre Costanzo, i quattro indagati sono destinatari della misura cautelare personale del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze per ottenere contributi comunitari o statali. Il provvedimento disposto dal giudice ha una durata di dodici mesi.
Intanto, sono attese le iniziative dei difensori dell’appuntato capo dei carabinieri Salvatore Strazzulla e dell’ex vicepresidente del Consiglio comunale Concetta Carbone. I rispettivi legali dovrebbero depositare entro oggi, ultimo giorno utile secondo i termini indicati, il ricorso al Tribunale del Riesame di Catania per chiedere l’annullamento delle misure cautelari emesse dal gip Coniglio.
L’udienza potrebbe essere fissata già nei primi giorni di novembre. Sarà quella la sede nella quale le difese potranno contestare i presupposti dei provvedimenti cautelari e sottoporre all’attenzione dei giudici gli elementi ritenuti utili a sostenere le ragioni dei propri assistiti. Strazzulla, detenuto dalla scorsa settimana nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe intenzione di chiarire alcuni passaggi della vicenda che lo vede coinvolto nell’ipotesi accusatoria di intermediario tra esponenti politici e imprenditori.
Secondo la ricostruzione investigativa, all’appuntato vengono attribuiti un ruolo di primo piano e funzioni di coordinamento all’interno del presunto sodalizio criminale. Nell’ordinanza cautelare viene descritto come “promotore ed organizzatore del sodalizio criminale e punto di riferimento per ogni decisione, programmazione e risoluzione di questioni inerenti la partecipazione agevolata a gare e affidamenti di lavori da parte di enti pubblici territoriali”.
Il carabiniere si sarebbe detto sereno e fiducioso di poter chiarire la propria posizione sia davanti al Tribunale della libertà sia ai pubblici ministeri della Procura europea, che hanno coordinato le indagini condotte dalla Digos della Questura aretusea.
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