Crisi idrica, Cavallaro: “Subito un numero d’emergenza”

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Continua a crescere la preoccupazione per la situazione del servizio idrico a Siracusa, dove numerosi cittadini segnalano nuove interruzioni dell’erogazione, cali di pressione e disagi che si protraggono ormai da giorni. A puntare i riflettori sull’emergenza è il consigliere comunale Paolo Cavallaro, che chiede interventi immediati per assistere le famiglie rimaste senz’acqua e garantire informazioni tempestive agli utenti.

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Nel mirino del consigliere finiscono sia la gestione dei disservizi da parte di Aretusacque sia la risposta dell’amministrazione comunale, con particolare riferimento all’assenza, a suo dire, di adeguate misure di assistenza e di un servizio sostitutivo attraverso autobotti e Protezione civile.

«La situazione del servizio idrico a Siracusa ha ormai superato ogni ragionevole limite di tollerabilità», afferma Cavallaro, sottolineando come alle ripetute interruzioni si aggiungano le difficoltà incontrate dai cittadini nel contattare il gestore. Sui social, riferisce il consigliere, numerosi utenti lamentano attese telefoniche molto lunghe, in alcuni casi vicine a un’ora, senza riuscire a ottenere risposte.

«Il Comune attivi subito un numero dedicato all’emergenza idrica»

La prima richiesta è rivolta direttamente al Comune di Siracusa: istituire un canale dedicato alle segnalazioni e alle emergenze legate alla mancanza d’acqua.

«Se Aretusacque non riesce a garantire un servizio telefonico adeguato, deve intervenire il Comune di Siracusa. Chiedo che venga attivato immediatamente un numero dedicato all’emergenza idrica, attraverso il quale raccogliere le segnalazioni dei cittadini, individuare le situazioni più urgenti e fare direttamente da tramite con il gestore», dichiara Cavallaro.

Particolare attenzione, secondo il consigliere, deve essere riservata alle persone anziane, alle persone con disabilità e alle famiglie in condizioni di maggiore fragilità, che possono trovarsi improvvisamente senza acqua anche per le esigenze quotidiane più elementari.

«Ci sono anziani, persone con disabilità e famiglie che si ritrovano improvvisamente senz’acqua, con serie difficoltà persino per le più elementari esigenze di igiene personale», evidenzia. A questo si aggiungono le criticità nelle zone in cui la pressione è così bassa da compromettere il normale utilizzo degli impianti domestici e degli elettrodomestici.

Da qui la richiesta di predisporre un servizio sostitutivo attraverso autobotti, garantire assistenza prioritaria alle persone fragili e mantenere attivo un collegamento diretto tra Comune e gestore fino al completo ripristino dell’erogazione.

Bollette e indennizzi: «I cittadini hanno diritto a risposte»

Cavallaro solleva anche la questione degli eventuali indennizzi spettanti agli utenti in caso di interruzioni o di erogazione del servizio in condizioni non adeguate.

«Mentre tutto questo accade, le bollette continuano regolarmente ad arrivare. È quindi legittimo chiedere quali indennizzi spettino agli utenti quando il servizio viene interrotto o erogato per periodi prolungati in condizioni non adeguate», afferma.

Per il consigliere, non è accettabile che i cittadini siano costretti a pagare regolarmente il servizio e, contemporaneamente, debbano arrangiarsi per reperire acqua, individuare i contatti utili e capire quali tutele possano essere riconosciute.

L’attacco al sindaco Italia: «La città merita di sapere cosa è stato fatto»

Nel suo intervento, Cavallaro chiama direttamente in causa il sindaco Francesco Italia, contestandogli l’assenza di comunicazioni pubbliche di vicinanza ai cittadini e chiedendo chiarimenti sulle iniziative eventualmente intraprese nei confronti di Aretusacque.

Il consigliere richiama anche il quadro politico-amministrativo seguito alle dimissioni degli assessori, evidenziando le responsabilità che, a suo giudizio, ricadono sul primo cittadino, comprese quelle relative alla Protezione civile e al servizio idrico, oltre al ruolo di presidente dell’ATI idrico.

«Colpisce il silenzio del Sindaco Francesco Italia. Di fronte a tanti cittadini in difficoltà non abbiamo ascoltato neppure una parola pubblica di vicinanza e solidarietà da parte del primo cittadino», sostiene Cavallaro.

E aggiunge: «Non ci risulta che abbia pubblicamente comunicato di essere intervenuto presso Aretusacque per pretendere spiegazioni sulle cause dei continui disservizi, sui tempi effettivi di ripristino e sulle misure da adottare. Se lo ha fatto, lo dica alla città e riferisca quali risposte ha ricevuto. Se non lo ha ancora fatto, intervenga immediatamente».

Per il consigliere, la crisi politica di Palazzo Vermexio non può tradursi in un rallentamento dell’azione amministrativa proprio mentre la città affronta un’emergenza che coinvolge un servizio essenziale.

«La crisi politica che attraversa Palazzo Vermexio non può trasformarsi anche in paralisi amministrativa. La città può attendere che la politica risolva i propri problemi; chi è senz’acqua non può attendere», afferma.

Coinvolta anche la Prefettura

Cavallaro annuncia inoltre di voler interessare immediatamente la Prefettura, chiedendo che vengano valutate le iniziative utili a garantire il coordinamento istituzionale necessario per affrontare la crisi.

L’obiettivo è sollecitare una risposta concreta e coordinata, capace di affiancare agli interventi tecnici sulla rete misure immediate per limitare i disagi delle famiglie, soprattutto nelle zone maggiormente colpite.

Aretusacque chiarisca cosa è cambiato dopo il 25 giugno

Accanto all’emergenza immediata, il consigliere pone una questione più ampia relativa alla gestione della rete idrica dopo il passaggio ad Aretusacque, avvenuto il 25 giugno 2026.

Cavallaro riconosce che le criticità delle condutture non sono nuove e che guasti si verificavano anche durante la precedente gestione SIAM. A suo giudizio, tuttavia, la frequenza dei disservizi e i tempi necessari per ripristinare la normale erogazione richiedono spiegazioni precise.

«La rete idrica di Siracusa non è diventata improvvisamente vecchia il 25 giugno 2026. Le condutture erano le stesse anche prima del cambio di gestore e anche con SIAM si verificavano guasti. Ma la frequenza dei disservizi che stiamo registrando e, soprattutto, i tempi necessari per riportare l’erogazione alla normalità impongono una domanda: perché questa situazione si sta verificando con tale intensità proprio dopo il cambio di gestione?», dichiara.

Il consigliere chiede quindi ad Aretusacque di chiarire se siano cambiate le procedure operative, le modalità di ricerca dei guasti, le manovre sulla rete o i sistemi utilizzati per affrontare le criticità.

«Non formulo conclusioni senza conoscere i dati tecnici, ma non può essere sufficiente attribuire ogni volta tutto alla vetustà delle condotte. Aretusacque spieghi alla città cosa è cambiato nella gestione della rete dal 25 giugno ad oggi», sottolinea.

Un cronoprogramma pubblico e un confronto in Consiglio comunale

Per superare una gestione delle emergenze limitata ai singoli interventi di riparazione, Cavallaro sollecita anche una programmazione strutturale, trasparente e verificabile. Tra le richieste figurano una mappa delle principali criticità della rete, l’indicazione degli interventi già effettuati e di quelli programmati, la definizione delle priorità e la pubblicazione di un cronoprogramma con tempi e luoghi degli interventi.

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