14 consiglieri presentano la mozione di sfiducia al sindaco Francesco Italia: «La città è in una fase di grave degrado»
Dalla vicenda giudiziaria “Nexus” ai ritardi sui principali dossier amministrativi, dall’assenza in Consiglio comunale alle criticità su rifiuti, acqua, urbanistica e servizi: depositata la proposta di sfiducia. I firmatari chiedono la convocazione dellaonti del sindaco Francesco Italia, chiedendo al presidente del Consiglio comunale di convocare un’apposita seduta per discutere e votare il documento, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente.
L’iniziativa, che coinvolge esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Partito Democratico e gruppo misto, si fonda su una serie di contestazioni di natura politica e amministrativa. Al centro della mozione figurano il rapporto tra il sindaco e il Consiglio comunale, la mancata attuazione di diversi punti del programma elettorale e le questioni emerse nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria denominata “Nexus”, coordinata dalla Procura europea.
I firmatari sostengono che l’attuale esperienza amministrativa abbia mostrato limiti tali da rendere necessario un cambio di rotta per la città.
Il quadro normativo e i numeri della sfiducia
Nel documento, i consiglieri richiamano l’articolo 52 del decreto legislativo 267/2000, la normativa regionale siciliana e le disposizioni dello Statuto comunale e del regolamento consiliare.
La mozione ricorda che, secondo quanto indicato dai firmatari, per la presentazione sono necessarie almeno tredici sottoscrizioni e per l’approvazione occorre raggiungere la maggioranza qualificata prevista dalla legge, individuata nel documento in venti voti favorevoli su trentadue consiglieri assegnati.
In caso di approvazione, la conseguenza sarebbe la cessazione dalla carica del sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale, con l’avvio delle procedure previste per il rinnovo degli organi elettivi.
I consiglieri richiamano inoltre la giurisprudenza costituzionale e amministrativa secondo cui la motivazione della sfiducia può avere anche carattere prevalentemente politico, quando emergano contrasti tra il sindaco e l’assemblea cittadina.
Il caso Nexus e le contestazioni politiche
Una parte significativa della mozione è dedicata alla vicenda giudiziaria “Nexus”. I firmatari fanno riferimento agli sviluppi del 14 ottobre 2026, quando, secondo quanto riportato nel documento, sarebbero state applicate diverse misure cautelari nei confronti di imprenditori, di un carabiniere in servizio presso la Procura della Repubblica di Catania e della vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa, già assessora durante il primo mandato di Italia.
I consiglieri contestano al sindaco di non aver fornito risposte ritenute adeguate durante la seduta consiliare del 22 ottobre, convocata per approfondire gli aspetti amministrativi della vicenda.
In particolare, la mozione richiama il piano di audit anticorruzione previsto dal PIAO 2024-2026, del quale i firmatari attribuiscono al sindaco la responsabilità politica di riferimento. Secondo i promotori dell’iniziativa, nel corso della seduta non sarebbero stati chiariti gli elementi necessari a comprendere il funzionamento dei controlli interni e le misure adottate per prevenire eventuali irregolarità.
Nel documento si fa riferimento anche ai lavori per l’ostello destinato ai migranti di Cassibile. I consiglieri chiedono chiarimenti sulle procedure di affidamento, sul rispetto del principio di rotazione degli appalti e sulla corrispondenza tra le opere progettate, finanziate e quelle effettivamente realizzate, compreso l’impianto fotovoltaico previsto dal progetto ACCA.
La mozione riferisce che, nell’ottobre 2025, il responsabile unico del progetto avrebbe informato formalmente l’ente di essere sottoposto a indagini. I firmatari sostengono che, dopo tale comunicazione, sarebbe stato necessario attivare verifiche amministrative più incisive.
Le contestazioni contenute nella mozione rappresentano le valutazioni politiche dei consiglieri proponenti e non costituiscono, di per sé, accertamenti di responsabilità penale.
«Assente dal Consiglio e poco attento al confronto istituzionale»
Tra le ragioni politiche alla base della richiesta di sfiducia, i firmatari indicano anche il rapporto con il Consiglio comunale.
Secondo il documento, il sindaco avrebbe partecipato raramente alle sedute dell’aula, disatteso gli atti di indirizzo approvati dall’assemblea e mancato agli appuntamenti mensili dedicati al Question Time, durante i quali avrebbe dovuto rispondere direttamente alle interrogazioni dei consiglieri.
Viene inoltre contestata la mancata partecipazione alle commissioni consiliari competenti per cultura e sport, deleghe che Italia avrebbe mantenuto durante il mandato, nonché la trasmissione tardiva di atti importanti alle commissioni, spesso in prossimità delle scadenze.
Per i promotori della mozione, questi comportamenti avrebbero indebolito il ruolo dell’organo consiliare e compromesso il necessario confronto istituzionale tra sindaco e rappresentanti eletti dai cittadini.
Urbanistica, rifiuti, tasse e acqua: le criticità amministrative
La seconda parte delle contestazioni riguarda l’attuazione del programma elettorale e la gestione dei principali problemi della città.
Sul fronte urbanistico, i consiglieri denunciano l’assenza di iniziative concrete per l’adozione del nuovo Piano urbanistico generale, nonostante la necessità di aggiornare uno strumento di pianificazione ormai risalente.
In materia ambientale, la mozione contesta il mancato raggiungimento degli obiettivi sulla tariffa puntuale della TARI e il persistere delle criticità nella raccolta dei rifiuti. I firmatari lamentano inoltre l’assenza di una riduzione significativa della pressione fiscale locale, con aliquote che, secondo il documento, resterebbero in larga parte ai livelli massimi consentiti.
Tra le altre questioni sollevate figurano il traffico, la carenza di parcheggi, la gestione delle strisce blu e le prospettive di affidamento dei servizi a operatori privati.
Critiche anche alla gestione delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno, ritenute insufficientemente utilizzate per migliorare i servizi turistici e ampliare l’offerta oltre i mesi di maggiore affluenza.
Particolare attenzione viene riservata all’emergenza idrica, con disservizi che, secondo i consiglieri, continuerebbero a interessare diverse zone della città, e al passaggio della gestione del servizio idrico e fognario da Siam ad Aretusacque.
Cimitero, commercio, cultura e periferie
Nell’elenco delle contestazioni trovano spazio anche la saturazione del cimitero comunale e le condizioni della struttura. I firmatari richiamano inoltre il progetto per la realizzazione di un crematorio, approvato dalla Giunta nel 2023 attraverso uno studio di fattibilità, lamentandone il mancato seguito.
La mozione attribuisce all’amministrazione anche una risposta insufficiente alla crisi del commercio e dell’artigianato, alla necessità di ampliare le attività culturali durante tutto l’anno e alla fuga dei giovani dalla città.
Tra le proposte che, secondo i consiglieri, non avrebbero trovato adeguata attuazione, vengono citati spazi pubblici di aggregazione, sale per concerti e attività artistiche e luoghi dedicati allo studio.
Infine, i firmatari denunciano una scarsa attenzione alle periferie e alle ex frazioni di Cassibile e Belvedere, con particolare riferimento alle zone balneari e a Fontane Bianche.
«È necessario porre fine a questa esperienza amministrativa»
Nelle conclusioni, i quattordici consiglieri sostengono che il Consiglio comunale non possa continuare ad assistere passivamente a quella che definiscono una fase di grave degrado della città. La vicenda “Nexus”, secondo i promotori, avrebbe reso ancora più urgenti le richieste di chiarimento e di discontinuità politica.
Per questo chiedono la convocazione della seduta consiliare dedicata alla mozione e invitano tutti gli altri consiglieri a proporre modifiche o integrazioni al testo, con l’obiettivo di arrivare a una decisione condivisa.
La proposta è stata sottoscritta da Alessandra Barbone, Andrea Buccheri, Cosimo Burti, Paolo Cavallaro, Damiano De Simone, Angelo Greco, Marco Greco, Salvatore La Runa, Leandro Marino, Massimo Milazzo, Paolo Romano, Daniela Rabbito, Simone Ricupero e Sara Zappulla.
La sfida politica si sposta ora in Consiglio comunale: per trasformare la mozione in un atto efficace non basterà la convergenza dei firmatari, ma sarà necessario raggiungere il numero di voti favorevoli richiesto dalla normativa. Il voto rappresenterà quindi un passaggio decisivo per verificare se esista una maggioranza consiliare in grado di determinare la fine anticipata dell’attuale amministrazione.
Nota redazionale: prima della pubblicazione, è opportuno verificare i riferimenti normativi e le soglie di voto applicabili, gli estremi degli atti comunali citati e gli sviluppi ufficiali dell’inchiesta “Nexus”. Le accuse e le valutazioni riportate sono attribuite ai firmatari della mozione.
Riduci il tecnicismo giuridico
Separa meglio fatti e accuse
Accorcia l’elenco delle contestazioni
Ricevi le notizie di WLTV su Telegram, appena escono: iscriviti al canale
