ROMA – Si riaccende una forte tensione politica all’interno della coalizione di governo. Dal congresso nazionale della Lega è giunta una richiesta formale per azzerare l’invio di fondi ed equipaggiamenti militari destinati a Kiev, proprio mentre dal Ministero degli Esteri arriva la conferma che il tredicesimo pacchetto di assistenza all’Ucraina è ormai pronto per la finalizzazione. Lo scontro vede schierati su posizioni opposte i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani.
Il voto al congresso della Lega ed il mandato a Salvini
Il caso è montato ufficialmente nella giornata di domenica 25 ottobre 2026 nel corso del congresso della Lega tenutosi a Milano. Prima di essere riconfermato alla guida del partito come segretario con 465 voti (contro i 146 raccolti da Massimo Garavaglia), Matteo Salvini ha chiesto e ottenuto per alzata di mano il mandato dei delegati.
L’obiettivo fissato dalla base leghista è quello di sostenere in Consiglio dei Ministri la cessazione immediata di nuovi invii di risorse ed armamenti all’Ucraina, trasformando questa istanza in linea ufficiale del partito. Al momento, tuttavia, non è stata fissata alcuna data per affrontare il nodo in Consiglio dei Ministri: l’argomento non figurerà nella prossima riunione dedicata alla manovra di bilancio ed ogni discussione sul rinnovo delle autorizzazioni appare al momento rinviata.
La replica di Tajani e Crosetto: «Linea confermata, pronto il 13° pacchetto»
Le risposte dei dicasteri competenti non si sono fatte attendere e sono giunte nella giornata di oggi, 26 ottobre. Da Milano, il titolare della Farnesina Antonio Tajani ha ribadito che l’impegno dell’Italia al fianco di Kiev proseguità per tutto il tempo necessario, annunciando l’imminente invio del tredicesimo pacchetto di aiuti.
Sulla stessa linea, da Parigi, si è espresso il ministro della Difesa Guido Crosetto, il quale ha evidenziato che l’indirizzo politico del Paese non può subire deviazioni, definendo il sostegno alla resistenza ucraina come un presidio indispensabile per la sicurezza europea e per la deterrenza internazionale.
Contenuto degli aiuti e nodo normativo del 31 dicembre
Sul piano pratico, il tredicesimo pacchetto comprenderà forniture di carattere sia civile ed energetico che militare. La Farnesina ha ricordato come il supporto umanitario e la difesa militare abbiano sempre camminato di pari passo nel quadro delle decisioni italiane.
Il vero scoglio politico e normativo resta comunque fissato al 31 dicembre 2026, data in cui scadrà l’autorizzazione stabilita dal Parlamento per la cessione di materiali di difesa a Kiev. Un’eventuale mancata proroga congelerebbe il meccanismo normativo dei decreti di cessione bellica, senza però intaccare i canali di assistenza umanitaria, finanziaria e diplomatica attivi sul piano multilaterale
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