Sport senza barriere, la risposta di Montemurro: «La Lega Inclusiva non è una vetrina passerella, garantiamo il diritto allo sport tutto l’anno»

Dopo il fischio d'inizio della stagione 2026/2027, la Confederazione Calcistica Italiana ribadisce il valore della continuità per gli atleti con disabilità.
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ROMA – A pochi giorni dal via ufficiale della Lega Nazionale Sport Inclusivo, proseguono i commenti e le reazioni nel mondo sportivo e sociale per l’avvio del primo campionato di calcio a 5 interamente dedicato all’inclusione continuativa. La competizione, promossa dalla Confederazione Calcistica Italiana, si inserisce in un percorso strategico che accompagnerà le società e i tesserati da ottobre 2026 a giugno 2027.

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La struttura del torneo, pensata per superare la logica degli eventi isolati, sta raccogliendo ampio consenso tra le associazioni del settore, confermando l’importanza di un calendario strutturato su nove mesi di attività costante.

Garantire il diritto allo sport quotidiano

L’iniziativa nasce dalla volontà di offrire agli atleti con disabilità un contesto organizzato del tutto assimilabile ai campionati tradizionali, in cui il momento del confronto agonistico si fonde con lo sviluppo dell’autonomia personale e della socializzazione.

Dalla sede della Confederazione si sottolinea come l’obiettivo primario rimanga quello di abbattere ogni barriera d’accesso alla pratica sportiva, trasformando l’integrazione da evento eccezionale a consuetudine ordinaria.

La conferma del Presidente Montemurro

A fare il punto sul valore culturale della stagione appena partita è il presidente della Confederazione Calcistica Italiana, Andrea Montemurro:

«Con la Lega Nazionale Sport Inclusivo abbiamo voluto compiere un passo ulteriore rispetto alle tradizionali manifestazioni dedicate alla disabilità. Organizzare un evento inclusivo è importante, ma costruire un campionato che accompagni gli atleti da ottobre a giugno significa dare continuità a un diritto fondamentale: quello di praticare sport e sentirsi parte di una comunità. Il nostro obiettivo è fare in modo che l’inclusione non rappresenti un momento straordinario, ma diventi una componente naturale e quotidiana dell’attività sportiva».

— Andrea Montemurro, Presidente della Confederazione Calcistica Italiana

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