AREZZO – Importante svolta nelle indagini sull’omicidio consumatosi nella notte di Halloween a San Zeno, frazione industriale alle porte di Arezzo. La Polizia di Stato ha identificato un sospettato nei cui confronti sarebbero in corso le procedure per l’emissione del provvedimento di fermo.
A consentire agli investigatori di risalire in tempi record all’identità del presunto aggressore sono stati gli elementi raccolti attraverso l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze acquisite sul posto.
La vittima e il ritrovamento a San Zeno
La vittima è un uomo di 61 anni, incensurato, lavoratore incensurato nato a Milano e residente a Castiglion Fiorentino.
Il suo cadavere è stato rinvenuto intorno alla mezzanotte nel piazzale adibito a parcheggio del ristorante La Torretta, disteso a terra a ridosso di una vettura in sosta. Il corpo presentava profonde ferite alla testa e visibili tracce di sangue:
- La dinamica dell’aggressione: Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il 61enne sarebbe stato colpito con estrema violenza al capo mediante un oggetto contundente, non ancora rinvenuto dagli agenti.
- I soccorsi e i rilievi: Il personale sanitario del 118, giunto sul posto a seguito della chiamata di emergenza, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
La Polizia Scientifica ha lavorato per ore nel parcheggio per effettuare i rilievi sulle superfici e sulla vettura. Intorno alle 4 del mattino, ottenuto il nulla osta dal magistrato di turno, la salma è stata trasferita presso l’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo per i necessari accertamenti medico-legali.
Inchiesta in corso coordinata dalla Procura
Le indagini sono condotte sul campo dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Arezzo sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
Dalle prime indiscrezioni, anche la persona attualmente sospettata del delitto risulterebbe incensurata. Si attende nelle prossime ore una comunicazione ufficiale da parte degli organi inquirenti per confermare l’esecuzione del fermo e chiarire il movente dell’aggressione.
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