Media iraniani riferiscono di cinque esplosioni sull’isola di Qeshm

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Nella serata di lunedì 2 novembre, i media iraniani hanno riferito di cinque esplosioni sull’isola di Qeshm, nel sud del Paese, precisando che l’intensità delle deflagrazioni suggerisce che gli attacchi potrebbero aver colpito obiettivi all’interno dell’isola.

L’agenzia ha inoltre riferito che alcuni residenti hanno notato due velivoli sorvolare lo spazio aereo dell’isola, senza tuttavia identificarli né fornire ulteriori dettagli sulle esplosioni segnalate.

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Le notizie non chiariscono, in modo indipendente, la causa delle esplosioni, i luoghi colpiti o l’eventuale presenza di vittime o danni.

Qeshm è un’isola iraniana di importanza strategica situata nello Stretto di Hormuz, vicino all’ingresso del Golfo Persico e in prossimità di importanti rotte commerciali marittime. La sua posizione l’ha resa un punto focale di attività militari e tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti.

Queste ultime notizie giungono in un clima di rinnovate tensioni militari, nonostante gli sforzi diplomatici volti a porre fine al conflitto, in corso da otto mesi. Teheran e Washington continuano a scambiarsi messaggi tramite mediatori, con il Qatar che svolge un ruolo centrale nei tentativi di raggiungere un accordo. Secondo quanto riferito, una proposta in discussione prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense ai porti iraniani.

L’isola di Qeshm era già apparsa in precedenti resoconti su attività militari durante il conflitto. Il 30 ottobre, i media iraniani hanno riferito che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) aveva intercettato un drone vicino all’isola, mentre l’agenzia di stampa statale iraniana ha segnalato esplosioni e una possibile attività della difesa aerea nell’area circostante. In un episodio distinto avvenuto la stessa settimana, l’esercito statunitense ha smentito le affermazioni iraniane secondo cui avrebbe perso il controllo di un drone.

Le notizie emergono inoltre in un momento in cui si discute della possibilità di una nuova azione militare statunitense. Secondo i media americani, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe sollecitato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a valutare un’ulteriore ondata di attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre; Trump, tuttavia, non si è impegnato in tal senso.

Al momento, né gli Stati Uniti né Israele hanno rilasciato commenti su questi ultimi sviluppi. Restano incerte la causa delle esplosioni, l’identità dei velivoli e l’eventuale coinvolgimento di installazioni militari.

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