Protesta sociale nel Nord Italia: piazze in piazza contro il carovita e le spese militari. Tensione dopo i disordini di Trieste

Da Torino a Milano, una catena di manifestazioni contro il carovita e i costi energetici. Sullo sfondo, il durissimo scontro istituzionale dopo gli scontri della sera precedente nel capoluogo giuliano.

Read this article in English

TORINO / MILANO – Un fine settimana di forte mobilitazione sociale ha attraversato le principali città del Nord Italia, portando nelle piazze migliaia di studenti, lavoratori, comitati per la casa e reti civiche. Una protesta corale contro la perdita del potere d’acquisto, l’impennata dei costi energetici e l’aumento dei fondi destinati alla difesa. Alla giornata di manifestazioni di sabato fa tuttavia da contraltare la dura polemica politica accesa dai gravi disordini registrati la sera di venerdì a Trieste.

Pubblicità

Torino guida il dissenso: bollette alle fiamme e appello alla rete territoriale

A Torino, la chiamata a raccolta del movimento Torino in Piazza (coordinamento di Italia in Piazza) ha preso il via da piazza Castello con migliaia di partecipanti. Ad aprire il corteo verso via Po e piazza Vittorio Veneto è stato un trattore degli Agricoltori Autonomi Italiani, schierato dietro lo striscione «No al carovita, vogliamo dignità. Cacciate fuori i soldi».

L’obiettivo della mobilitazione è stato definito da Simone, docente e portavoce della rete:

«Non siamo un movimento, vogliamo essere una rete di tutte le piccole voci che ci sono in Italia. Nelle varie realtà locali le piccole sigle hanno deciso di separarsi e non sono coordinate. Noi vogliamo essere unione di queste realtà territoriali per fare politica dal basso e sconfiggere un sistema economico che conduce all’implosione».

Lungo il percorso, culminato in corso San Maurizio con il rogo simbolico delle fotocopie delle bollette energetiche, si sono levati cori di contestazione verso la premier Giorgia Meloni e l’esecutivo, chiedendone le dimissioni di fronte all’aumento dei costi per le famiglie.

Le altre piazze del Nord: da Milano a Genova

La protesta ha preso corpo in diversi centri urbani con rivendicazioni specifiche:

  • Bologna: Il corteo, concordato con la Questura dopo gli appelli alla non violenza lanciati anche dal cardinale Matteo Zuppi, ha riportato al centro il tema dei salari, del diritto allo studio e dell’emergenza abitativa per gli studenti.
  • Genova: Manifestazione dal centro storico a piazza Principe guidata da collettivi studenteschi e lavoratori portuali contro l’economia di guerra e i rincari dei trasporti.
  • Cremona: Oltre trenta associazioni sono sfilate al grido dialettale «Adèss Baasta», chiedendo risorse destinate alla sanità territoriale e ai salari anziché alla spesa bellica.
  • Milano: Spazio al movimento per la casa con il «Tax the Rich Party», una contestazione focalizzata sulla richiesta di un prelievo straordinario sui grandi patrimoni per finanziare gli alloggi pubblici e i servizi locali.

Il caso Trieste: scontro istituzionale dopo i feriti tra le forze dell’ordine

Il clima di protesta è stato fortemente appesantito dalle polemiche sugli incidenti della sera precedente a Trieste, nati a margine del presidio per la morte di due persone nel rogo di un magazzino al Porto Vecchio. La manifestazione si è trasformata in uno scontro aperto con la Polizia tra piazza Libertà e via Flavio Gioia, segnato dal lancio di pietre e dall’esplosione di una bomba carta che ha colpito alla testa il vicario del questore.

Il bilancio di tre agenti feriti e un fermo ha innescato la reazione durissima dei sindacati di polizia (Coisp, Siap, Fsp), che hanno chiesto interventi normativi immediati. Piena solidarietà alle forze dell’ordine è stata espressa dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dal Governo nazionale, che ha annunciato nuove tutele nella legge di bilancio censurando l’atteggiamento delle opposizioni. I collettivi giuliani hanno invece respinto le accuse, denunciando l’azione repressiva della piazza e la grave marginalità sociale all’origine della tragedia del Porto Vecchio.

Ricevi le notizie di WLTV su Telegram, appena escono: iscriviti al canale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts