Un luogo in cui scoprire epoche differenti e storia totalmente immersivo, Acicastello inaugura Castellum il museo digitale e interattivo della Fondazione Samotrhrace. Appuntamento 23 luglio alle 11.00 alla presenza del sindaco Carmelo Scandurra, del rettore Enrico Foti, del soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Catania Maurizio Auteri e del presidente della Fondazione SAMOTHRACE Salvo Baglio per una novità che permette di sperimentare le tecnologie più avanzate dedicate alla conoscenza, alla conservazione e alla valorizzazione dei beni culturali.
L’imponente Castello Normanno di Aci Castello, duqnue, tappa sempre più innovativa che dà il benvenuto alla tecnologia, trasformandosi in uno spazio interattivo. Castellum infatti è un Living LAB dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso le tecnologie digitali e rappresenta il punto di arrivo di un percorso di ricerca che ha trasformato uno dei luoghi simbolo della storia del territorio in un laboratorio permanente di sperimentazione e
innovazione.
Un museo arricchito di funzionalità coinvolgenti
Il museo, già esistente, si arricchisce di nuove infrastrutture che entreranno stabilmente a far parte del percorso di visita: un totem digitale, un tavolo interattivo multitouch, una teca olografica e sei visori per esperienze in realtà virtuale e aumentata. Strumenti che permetteranno ai visitatori di esplorare il patrimonio storico e archeologico attraverso modalità di fruizione innovative, coinvolgenti e altamente immersive.
Le nuove installazioni sono affiancate da un ricco patrimonio di contenuti multimediali. Il pubblico potrà mettersi alla prova con:
- un serious game dedicato alla scoperta del Castello Normanno
- un’esperienza immersiva all’interno di un’opera del pittore Jean Calogero
- la scoperta del complesso monumentale grazie a un tour virtuale e accedere a contenuti digitali progettati per raccontare la storia del sito e delle sue collezioni museali con linguaggi contemporanei.
Castellum un museo digitale accessibile
Particolare attenzione è data anche all’accessibilità, uno dei principi fondanti del progetto. Il nuovo percorso comprende stampe 3D di alcuni dei reperti esposti, video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), pannelli digitali descrittivi e strumenti pensati per ampliare le possibilità di fruizione da parte di pubblici diversi.
Un approccio per rendere il patrimonio culturale sempre più accessibile, inclusivo e partecipato. L’iniziativa rappresenta la restituzione al territorio dei risultati raggiunti nell’ambito del Pillar Cultural Heritage dell’Ecosistema dell’Innovazione SAMOTHRACE, coordinato dalle professoresse Delia Chillura Martino dell’Università di Palermo e Anna Gueli dell’Università di Catania.
Il progetto, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha riunito università, enti di ricerca e imprese in una rete di collaborazione finalizzata allo sviluppo di tecnologie innovative capaci di generare nuova conoscenza e creare valore per il territorio in molteplici settori, tra cui quello della tutela, della valorizzazione e della fruizione del patrimonio culturale.
