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Cateno De Luca lancia il “Governo di Liberazione” al Politeama di Palermo

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PALERMO – Al Teatro Politeama, gremito di sostenitori e amministratori locali, Cateno De Luca ha ufficialmente lanciato il progetto politico del “Governo di Liberazione”, definendolo come il passo decisivo verso una nuova stagione di autonomia, partecipazione e riscatto per la Sicilia e per l’Italia. L’iniziativa segna l’avvio della fase costituente di un movimento che punta a superare gli schemi tradizionali dei partiti, proponendo un metodo di governo “dal basso” e una visione fondata su etica pubblica, efficienza amministrativa e giustizia sociale.

Metodo e visione

De Luca ha illustrato un modello politico basato su partecipazione diretta, trasparenza e responsabilità territoriale, con l’obiettivo di costruire un’alleanza civica e progressista capace di unire esperienze autonomiste, movimenti locali e forze riformiste. “Il Governo di Liberazione – ha dichiarato – nasce per restituire dignità ai cittadini e liberare la Sicilia dalle logiche clientelari e dai poteri che l’hanno paralizzata per decenni”.

Il metodo proposto prevede assemblee territoriali, consultazioni online e un sistema di candidature aperte, per selezionare i rappresentanti attraverso un percorso partecipato e meritocratico.

I risultati elettorali rivendicati

Nel suo intervento, De Luca ha rivendicato i risultati ottenuti alle ultime competizioni amministrative e regionali, sottolineando come il suo movimento abbia consolidato una presenza significativa in diversi comuni siciliani e nel Mezzogiorno. “Abbiamo dimostrato – ha affermato – che un’alternativa è possibile: dove governiamo, i conti tornano e i cittadini tornano a credere nelle istituzioni”.

Il decalogo programmatico

Il cuore del progetto è rappresentato da un decalogo in dieci punti, che sintetizza la piattaforma politica del “Governo di Liberazione”:

  1. Autonomia responsabile e riforma dello Statuto siciliano.
  2. Taglio degli sprechi e riorganizzazione della macchina amministrativa.
  3. Sviluppo sostenibile e tutela del territorio.
  4. Lavoro e impresa con incentivi per giovani e PMI.
  5. Sanità pubblica efficiente e accessibile.
  6. Scuola e formazione come motore di crescita.
  7. Legalità e trasparenza nella gestione pubblica.
  8. Politiche sociali per famiglie, anziani e disabili.
  9. Transizione energetica e innovazione tecnologica.
  10. Rilancio culturale e turistico come leva economica.

Apertura della fase costituente

Con l’evento di Palermo si apre ufficialmente la fase costituente del movimento. È stata annunciata la raccolta delle candidature per i coordinamenti provinciali e regionali, che saranno selezionate attraverso un processo pubblico e verificabile. L’obiettivo è costruire una rete di amministratori, professionisti e cittadini pronti a contribuire alla definizione del programma nazionale.

Le critiche alla gestione Schifani

Non sono mancate le critiche al governo regionale guidato da Renato Schifani, accusato da De Luca di immobilismo e di aver “tradito le promesse di rinnovamento”. “La Sicilia – ha detto – è ostaggio di una gestione che pensa solo alla sopravvivenza politica. Noi vogliamo liberarla da questa palude”.

Verso la conferenza nazionale di Roma

De Luca ha annunciato che in autunno si terrà a Roma la Conferenza Nazionale del Governo di Liberazione, momento di sintesi e lancio ufficiale del progetto su scala nazionale. L’appuntamento servirà a definire la struttura organizzativa, il manifesto politico e le alleanze in vista delle prossime elezioni.

Strategia e prospettive

La strategia delineata punta alla costruzione di una coalizione ampia, che unisca movimenti autonomisti, realtà civiche e forze progressiste. L’obiettivo è creare un fronte alternativo ai blocchi tradizionali, capace di rappresentare le istanze del Sud e di proporre un modello di sviluppo fondato su autonomia, equità e innovazione.

Con il lancio del “Governo di Liberazione”, Cateno De Luca scommette su una nuova stagione politica che parte dalla Sicilia ma guarda all’Italia intera, proponendo un progetto di cambiamento che ambisce a trasformare la protesta in proposta e la partecipazione in governo.

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