Congresso straordinario della Lega a Milano, Matteo Salvini rieletto segretario: «Mai più armi all’Ucraina, investiamo nella diplomazia»

Standing ovation per il vicepremier, che supera lo sfidante Massimo Garavaglia e presenta il nuovo simbolo "Lega Italia federale". L'appello all'unità interna: «Stop ai boicottaggi, avanti fino a fine legislatura».
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MILANO – Una standing ovation, cori ed il calore dei delegati hanno accompagnato la proclamazione di Matteo Salvini, riconfermato segretario federale della Lega al termine del congresso straordinario tenutosi a Milano. Subito dopo l’esito delle urne congressuali, il leader leghista e Vicepremier ha voluto abbracciare sul palco lo sfidante Massimo Garavaglia, salito per stringergli la mano e ricompattare il partito dopo mesi di vivace dibattito interno.

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«Mi porto dietro le considerazioni di questi mesi, a volte un po’ amare – ha dichiarato a caldo Salvini –. Ma da domani il percorso è unitario: sia chi ha votato Salvini, sia chi ha votato Garavaglia. Chi vince vince e si va avanti insieme».

Ucraina e politica estera: «Basta armi e soldi, serve la diplomazia»

Nel suo discorso d’insediamento, il segretario della Lega ha posto accenti chiarissimi sulla posizione del partito in merito alla guerra in Europa, chiedendo un netto cambio di passo sulla gestione del conflitto russo-ucraino:

«È da ormai più di quattro anni che sosteniamo, giustamente, il popolo aggredito e bombardato, approvando sanzioni su sanzioni, inviando 90 miliardi di euro e non so quanti pacchetti di armi. Ci si può domandare al congresso della Lega, forza di governo responsabile e leale ma mai silente, se dopo quattro anni di conflitto e migliaia di morti, pensare di mandare altre armi ed altri soldi sia la via migliore per raggiungere la pace? – ha incalzato Matteo Salvini –. Nel 2026 le guerre non si vincono sul campo ma al tavolo diplomatico. Prima si riportano le parti al tavolo della diplomazia ed investiamo su di essa, e meglio sarà per tutti».

Tenuta del Governo e la stoccata ai “dissidenti” interni

Sul fronte della stabilità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, Salvini ha allontanato ogni ipotesi di crisi: «Non si capirebbe perché il governo più longevo della storia d’Italia non debba stare in ufficio a fare il lavoro che i cittadini ci chiedono. La legislatura deve arrivare al suo naturale termine di cinque anni».

Non sono mancate tuttavia parole di dura condanna verso le frange interne che hanno provato a boicottare le ultime assisi della Lega:

«Non mi era mai capitato in 35 anni di militanza di sapere che nelle settimane scorse alcuni dirigenti mandassero messaggi dicendo “Non andiamo a Pontida o Milano, boicottiamo per dare un segnale”. Questo non è un segnale a Salvini, ma è un tradimento dell’essere leghisti».

Svolta identitaria: nasce il nuovo simbolo “Lega Italia federale”

La giornata milanese ha segnato anche una svolta grafica e concettuale per la simbologia del partito. Dal palco è stato svelato il nuovo logo: sullo sfondo bianco e blu campeggiano le scritte “Lega” (in blu), “Italia” (in giallo) e “federale” (in bianco), mantenendo al centro la storica sagoma di Alberto da Giussano con la spada sguainata.

Scompare definitivamente la dicitura “Lega per Salvini Premier”, una scelta tecnica ed istituzionale spiegata dallo stesso leader per adeguarsi alla nuova disciplina elettorale, che prevede l’indicazione unificata del candidato premier da parte dell’intera coalizione di centrodestra.

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