MILANO / ROMA – Di fronte alle accese polemiche per la diffusione virale dei filmati legati ai recenti disordini e ai saccheggi che hanno colpito il centro di Milano, TikTok interviene ufficialmente per chiarire la propria posizione, annunciando una stretta senza precedenti sugli strumenti della piattaforma.
In una nota ufficiale emessa dalla società, il colosso cinese rimarca di condannare fermamente «ogni forma di violenza» e di non tollerare contenuti che incitino a condotte illecite, rivendicando tuttavia la necessità di tutelare il diritto di cronaca e la circolazione dell’informazione documentale.
Attivata una task force: stop al completamento automatico delle ricerche
Per contenere la viralità dei messaggi d’odio ed evitare la chiamata a raccolta di frange vandaliche, TikTok ha schierato un team speciale dedicato e potenziato i propri sistemi di moderazione automatizzata:
- Filtri su immagini e audio: Implementate tecnologie avanzate di riconoscimento visivo e sonoro per intercettare preventivamente i contenuti a rischio;
- Blocco dei termini di ricerca: Bloccate le parole chiave che richiamano ad attività criminali o violenze, disattivando contestualmente la funzione di completamento automatico per le ricerche inerenti alle proteste;
- Rimozioni e ban: Già operativi i provvedimenti di cancellazione video, la sospensione delle dirette streaming e la disattivazione definitiva degli account che violano le Linee Guida della community.
Stretta sulle dirette e stop ai guadagni: «Evitare speculazioni sulle proteste»
Tra le contromisure di maggior impatto rientra la limitazione temporanea dei sistemi di monetizzazione applicati alle dirette streaming (live) incentrate sui disordini. Una mossa concepita per disincentivare lo sfruttamento economico ed evitare che creator o malintenzionati possano lucrare sull’ostentazione di atti di sciacallaggio o violenza urbana.
Nonostante l’alta attenzione mediatica, la società assicura che al momento «i tassi di violazione restano in linea con quelli rilevati nei periodi precedenti», confermando la piena collaborazione con le autorità di pubblica sicurezza e con una rete di fact-checker indipendenti per individuare e disinnescare minacce emergenti.
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