Disordini a Milano, il rap italiano si spacca sul caro vita: da Marracash a Fedez, le voci del genere sul disagio giovanile

Dopo le devastazioni in centro, gli artisti prendono posizione tra autocritica, difesa del diritto di protesta e attacchi politici. Frankie Hi-Nrg Mc a Repubblica: «Diffidare dai ricchi, pure da Fedez».
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MILANO – Le vetrine infrante, i saccheggi in centro e la rabbia esplosa nelle strade di Milano e di altre città d’Italia per l’aumento del costo della vita e la mancanza di prospettive hanno innescato un acceso dibattito all’interno della scena rap e hip hop italiana. Un confronto aperto che spazia dal sostegno aperto alle istanze della piazza all’autocostruttiva critica sui modelli di ricchezza ostentati dagli stessi artisti.

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Marracash accende la miccia, Fedez attacca: «Ostentiamo lusso e poi li celebriamo»

Ad aprire il confronto è stato Marracash: «Con le buone non cambi le cose», ha scritto il rapper della Barona sui propri canali social. Un’affermazione che gli ha attirato forti polemiche, alle quali l’artista ha replicato respingendo le accuse di incitamento alla violenza: «Non ho mai inneggiato alla violenza, ma quando succede bisogna farsi delle domande: è il sintomo del fallimento della società. Aver fatto i soldi non mi impedisce di lottare per un mondo più giusto».

Diametralmente opposta la lettura di Fedez, che ha puntato il dito contro l’ipocrisia del settore e invitato i ragazzi a “diffidare dagli artisti ricchi”:

«Conosco la frustrazione della periferia e l’adrenalina dei soldi – dichiara Fedez –. Per questo le vetrine del centro sono il bersaglio perfetto: rappresentano ciò che è precluso a quei ragazzi. Ma a promuovere quell’idea di vita e di successo ci siamo anche noi che andiamo alle sfilate e postiamo orologi di lusso. Esposti in quelle vetrine ci siamo anche noi».

Frankie Hi-Nrg Mc a Repubblica: «Fedez fa il barone, diffidiamo anche di lui»

Sulle colonne de La Repubblica è intervenuto Frankie Hi-Nrg Mc, decano del rap italiano. Pur definendo la premessa di Fedez (“diffidate dai ricchi”) come la parte migliore del ragionamento, il rapper torinese ne ha criticato il ruolo:

«È una dinamica antica: quella del barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo, e Fedez sta ricoprendo proprio quel ruolo: diffidiamo anche di lui. Il problema non è il rap ma la società: privatizzazioni e assenza di prospettive. Sulle parole di Marracash dico che vanno ascoltati e non repressi, altrimenti lo scontro si alzerà. Nelle vetrine rotte c’è chi trova voti».

Da Ghali a Sayf, Nayt e Nerone: la spaccatura della scena

Le prese di posizione tra i colleghi evidenziano sfumature e giudizi divergenti:

  • Sayf e Ghali: Per Sayf (secondo a Sanremo 2026) «il problema è un sistema che mette il profitto sopra la vita e la dignità delle persone»; Ghali invita a «non distrarsi e parlare di chi sta manifestando pacificamente per cercare risposte»;
  • Nayt e Luchè: Nayt evidenzia come «un finto benessere materiale ha reso borghesi anche i più poveri», mentre Luchè cita i propri versi (“Non voglio unione, voglio divisione”);
  • Nerone: Dura condanna da parte di Nerone, che scinde i milioni di cittadini che protestano pacificamente da «400 clown minorenni che hanno sfondato negozi come le peggiori delle bestie».

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