Our website use cookies to improve and personalize your experience and to display advertisements(if any). Our website may also include cookies from third parties like Google Adsense, Google Analytics, Youtube. By using the website, you consent to the use of cookies. We have updated our Privacy Policy. Please click on the button to check our Privacy Policy.

Era accusata di ricettazione: pachinese assolta dopo 7 anni

Seguici e aiutaci a crescere

Il Giudice monocratico del Tribunale di Siracusa, Dott. Andrea Pino, ha assolto la cinquantenne pachinese Z. G., difesa dall’avv. Luigi CARUSO VERSO.

La donna, assolutamente incensurata, era accusata della ricettazione di due telefoni cellulari, sottratti ai legittimi proprietari in due diversi furti avvenuti, nell’agosto e nel novembre del 2016, a Rosolini.

Entrambi i telefoni erano stati, successivamente, utilizzati più volte mediante l’inserimento di due schede SIM intestate all’imputata.

Il difensore, avv. Luigi CARUSO VERSO, sottolineava come la vicenda presentasse tutta una serie di elementi che facevano propendere per l’estraneità della signora Z. G. ai fatti: le due SIM erano state attivate presso un negozio di telefonia di Rosolini; nel contratto stipulato a nome dell’imputata era riportato un indirizzo di residenza totalmente diverso da quello reale (sito, addirittura, in altra regione); entrambi i telefoni avevano sempre agganciato celle telefoniche di Rosolini (e mai di Pachino, dove vive l’imputata) e, in almeno un’occasione, uno dei telefoni era stato utilizzato mediante una SIM intestata ad un diverso soggetto, anche questo sempre di Rosolini.

Tra l’altro, nessuna traccia dei telefoni nè delle schede era stata rinvenuta nel corso delle perquisizioni effettuate presso i locali nella disponibilità dell’imputata.

In più, il difensore rilevava le evidenti lacune delle indagini, dato che nessuna verifica era stata effettuata presso il negozio di Rosolini dove erano state attivate, subito dopo i furti, le due schede SIM a nome della ignara pachinese.

Per queste ragioni la difesa chiedeva l’assoluzione di Z.G. “per non avere commesso il fatto”.

Il giudice accoglieva la richiesta dell’avv. CARUSO VERSO e pronunciava sentenza di piena assoluzione per la donna.

Related Posts