La Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’Uranio Impoverito ha approvato lo scorso 7 febbraio la sua relazione definitiva

La Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’Uranio Impoverito ha approvato lo scorso 7 febbraio la sua relazione definitiva.
Gli atti di indagine della Commissione fanno riferimento anche alle dichiarazioni dell’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, in particolare al “filone di indagine relativo agli arsenali e alle connesse problematiche di sicurezza e di tutele previdenziali del personale rispetto al rischio della presenza di amianto”, negli arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta.
L’ONA, in relazione a un gran numero di casi di malattie e decessi nel personale civile e militare delle Forze Armate, ivi compresi coloro che hanno fatto servizio nella base di Augusta, a questo proposito, ha istituito un numero verde gratuito 800 034 294, al quale si possono rivolgere sia tutti coloro che hanno necessità di essere assistiti per eventuale diagnosi di malattia professionale e per assistenza e cura di coloro che si sono ammalati, sia quanti chiedono il risarcimento dei danni, anche quelli subiti dai famigliari.
La Procura della Repubblica di Padova ha accertato che solo nell’ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi). Secondo il RENAM, il picco delle eventualità di mesotelioma, sia il numero di casi, sia il numero di tassi, sarà tra il 2015 e il 2020.
IL Registro Nazionale Amianto denuncia anche 9 casi di mesotelioma maligno, “con codice di esposizione «familiare» insorti in soggetti esposti per ragioni di convivenza con familiari professionalmente esposti nel settore della «Difesa nazionale»”.
Per l’INAIL, sono 830 i casi di mesotelioma maligno identificati nell’ambito dei corpi militari.
Nella relazione conclusiva si anche riferimento al caso Sicilia, in particolare alle risultanze relative all’arsenale militare nella base di Augusta della Marina Militare, presso il quale la Commissione ha effettuato un sopralluogo in data 20 maggio 2016, e sul territorio è operativo anche il coordinamento regionale guidato dal Sig. Calogero Vicario, il quale si avvale della preziosa collaborazione con l’On.le Pippo Gianni, medico e parlamentare regionale.
La commissione ha accertato che la mappatura dei manufatti contenenti amianto si è svolta tra il 2002 e il 2003 e la gran parte della bonifica è stata eseguita negli anni 2005 e 2006, anche se l’amianto è ancora presente in quella struttura, come in alcune delle navi militari, ed è per tale ragione che l’Osservatorio Nazionale Amianto torna a chiedere la bonifica integrale delle navi della Marina Militare e una maggiore efficienza nella sorveglianza sanitaria e l’indennizzo e risarcimento delle vittime, con il riconoscimento della qualità di vittima del dovere.
La condizione di rischio del personale civile e militare della Marina Militare per esposizione ad amianto e di altri cancerogeni e agenti patogeni si somma a quella legata ad altre fonti di rischio nel c.d. triangolo della morte (Augusta, Siracusa, Gela).
Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia, auspica e sollecita la messa in atto dell’operatività del Centro Regionale Amianto, unità operativa per la prevenzione, tutela e cura delle vittime dell’amianto presso l’ospedale Muscatello di Augusta, e denuncia quindi ancora una volta i colpevoli ritardi della politica regionale siciliana, anche se dopo le elezioni qualcosa sembra essersi mosso: «ringrazio l’On.le La Rocca Ruvolo, presidente della Commissione Salute della Regione Sicilia, per essere stata presente al convegno regionale amianto organizzato dall’ONA lo scorso 3 febbraio a Priolo Gargallo. Spero e auspico che anche l’unità operativa di chirurgia toracica del Prof. Migliore presso il policlinico di Catania sia al più presto dotata delle strumentazioni necessarie per un suo indispensabile potenziamento».
Roma, 9 febbraio 2018

Amianto, un killer silenzioso che ha ucciso 5mila persone-VIDEO DIRETTA DEL 3 FEBBRAIO 2018

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