Attesa la sentenza per gli omicidi di Villa Pamphili

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La Corte d’Assise di Roma in camera di consiglio: attesa la sentenza per Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili

I giudici della prima Corte d’Assise di Roma si sono ritirati in camera di consiglio per emettere la sentenza nei confronti di Francis Kaufmann, noto anche con l’alias di Rexal Ford. Il cittadino statunitense è accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova, soffocandola, e di aver successivamente strangolato Andromeda, la loro figlia di un solo anno.

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I corpi senza vita delle due vittime furono rinvenuti il 7 giugno dello scorso anno all’interno del parco di Villa Pamphili.

La Procura di Roma — con le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Antonio Verdi — ha richiesto la condanna all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno.

A carico dell’imputato, fuggito in Grecia subito dopo i delitti prima di essere arrestato, gravano le accuse di duplice omicidio pluriaggravato. Viene accusato di motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dal legame affettivo con la partner e dal rapporto di parentela con la bambina, oltre al reato di occultamento di cadavere.

Durante la requisitoria, la pubblica accusa ha descritto Kaufmann come un uomo «freddo, lucido, manipolatore e narcisista patologico», pienamente capace di intendere e di volere, definendolo un vero e proprio «impostore».

Il pm ha anche evidenziato come l’uomo fosse riuscito a ingannare persino gli agenti che lo avevano fermato in strada mentre era ubriaco con la bambina. E’ stato sottolineato che un intervento diverso da parte delle forze dell’ordine avrebbe forse potuto salvare la piccola.

Di parere opposto la difesa: l’avvocato Paolo Foti, legale dell’americano (oggi assente in aula), ha sollecitato l’assoluzione per non aver commesso il fatto, chiedendo in subordine l’applicazione della formula dubitativa.

La difesa ha sostenuto l’assenza di elementi decisivi. Viene inoltre evidenziando, che sui corpi delle vittime non sono state riscontrate impronte digitali riconducibili all’imputato.

Il verdetto è atteso nel corso del pomeriggio.

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