Nuovo ospedale di Siracusa tra possibili colpi di mano, denunce, connubi, interessi e “rivelazioni”

Il nuovo ospedale di Siracusa da circa 30anni era destinato in un’area alla Pizzuta. Tutti confermarono quel terreno come il luogo ideale. Ma la Regione Siciliana, assieme all’Asp di Siracusa, ora, dopo tanti anni di silenzio, decide che quell’aria non va più bene, anche alla presenza di una deliberazione del consiglio comunale di Siracusa. Un fatto da qualche tempo dato per scontato negli ambienti politici, ma anche in quelli giudiziari, come vedremo appresso.

Il perito nominato, in una lunga e articolata relazione, individua diverse aree in cui realizzare il nuovo ospedale di Siracusa, ma quella storica alla Pizzuta nella preferenza sarebbe stata piazzata all’ultimo posto. Come luogo scelto si sarebbe optato per un’area in contrada Tremilia, collocata a poche centinaia di metri da via Lorenzo Bandini, di circa 200 mila metri quadrati e con un costo per l’esproprio di una somma vicina ai 5 milioni di euro. Sicuramente, molto meno costosa di quella in contrada Pizzuta. Ma già in passato si parlò con polemiche, annunci di denunce preventive per la scelta di un terreno (non sappiamo se lo stesso o altro ancora) in quella zona con i riferimenti certi, i nomi e i cognomi dei proprietari e locatari, per allocare il nuovo nosocomio siracusano, in cui sarebbe stato richiesto dai proprietari nel “negoziato” al Comune di Siracusa “la permuta” con una licenza di costruzione di un gruppo di villette in un pezzo di quel terreno da espropriare ad un prezzo, giustamente, più vantaggioso; terreni che qualcuno indicò, “soffiando” alla magistratura inquirente già all’epoca, come una rivelazione celeste, ma anche come una semplice scommessa che alla fine vedrete che sarà quella l’area in cui sorgerà il nuovo ospedale di Siracusa e in cui ci sarebbero interessati parenti e amici di politici, ma anche tanti colletti bianchi.

Vedremo nei prossimi giorni come andrà a finire questa ennesima storia siracusana gestita ancora una volta dai catanesi. Un’avventura che si affaccia già da tempo dalla funesta finestra della mala-politica, ma anche nel coinvolgimento di quella giudiziaria, in un gioco di interessi diffusi mentre le gente soffre e muore di malasanità, costretta e peregrinare in lungo e in largo in un vergognoso turismo sanitario. Da aggiungere a tutto questo, il connubio con i baroni della Sanità privata in Sicilia, in cui cliniche e laboratori, specie nel territorio siracusano, si sono moltiplicati a vista d’occhio costringendo, con la scusa dei tempi lunghi nella fallimentare Sanità pubblica, i cittadini a pagare se vogliono essere curati, premiando così le strutture sanitarie private.

Concetto Alota

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