Pisani e Ficara su dati Arpa Sicilia per Siracusa

– “Molte ombre e poche luci nel rapporto Arpa Sicilia sulla qualità dell’aria in provincia di Siracusa. Emerge netta, ancora una volta, la necessità di reintrodurre una normativa oggi mancante per tutta una serie di inquinanti ed in particolare gli idrocarburi non metanici. Ed in questo senso va la proposta di legge presentata dal senatore siracusano Pino Pisani che attende di essere incardinata in commissione. Un lavoro importante che adesso, con il governo Conte-bis, possiamo portare a conclusione”. Così il parlamentare siracusano del Movimento 5 Stelle Paolo Ficara (M5s).

“I dati Arpa Sicilia mostrano una riduzione nel triennio dei valori delle sostanze prese in esame e questa sembrerebbe una nota positiva. Purtroppo però i dati non fotografano esattamente la situazione reale. E questo a causa di due aspetti: l’esclusione dal piano di monitoraggio di alcune delle centraline strategiche, che pure hanno fornito report finiti al Ministero dell’Ambiente in occasione dei tavoli Aia; e le basse percentuali di campionamento, in molti casi lontane dal 90%. Difficoltà economiche hanno certamente pesato su ex Provincia ed Arpa. Così però si rischia di ragionare su risultati presunti”, aggiungono Ficara e Pisani.

“La mia proposta di legge prevede, in due articoli, profonde novità per il controllo di sostanze come idrogeno solforato e idrocarburi non metanici con l’indicazione di limiti precisi in un arco di tempo di controllo ravvicinato e ripetuto”, spiega proprio il senatore Pino Pisani.

“Confidiamo nel rilancio dell’azione di governo pentastellata per poter arrivare entro l’anno all’approvazione in Senato della proposta Pisani. Nello stesso tempo, ci auguriamo che la Regione rinforzi la rete di monitoraggio Arpa con strumenti e fondi adeguati. C’è un progetto per Siracusa annunciato tre anni fa ma ancora rimasto sulla carta. Quanto alla app anti-miasmi, recentemente attivata, può diventare un utile strumento ma solo se inserita in un sistema di controlli adeguato. Altrimenti si tramuta in un semplice palliativo che sfiora il problema senza voler andare a fondo”.

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