Palermo – Otto fermi per “contrastare, nell’immediatezza, l’escalation criminale che, da novembre 2025, sta colpendo il territorio cittadino che si trova nel mandamento mafioso di Tommaso Natale / San Lorenzo”. Lo annunciano in una nota congiunta la Questura di Palermo e il Comando provinciale dei Carabinieri, che hanno eseguito i provvedimenti su delega della Procura guidata da Maurizio de Lucia.
L’ultimo episodio violento risale alla notte scorsa e ha colpito, per l’ennesima volta, il deposito di Sicily by car. Tra i reati contestati figurano tentata estorsione e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso.
Kalashnikov e vendette: la spirale di violenza tra aprile e maggio
Gli otto fermi disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia sono giunti al termine di indagini condotte da polizia e carabinieri. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno eseguito quattro degli otto provvedimenti, ricostruendo una violenta scia di ritorsioni avvenuta tra aprile e maggio.
Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, due dei fermati, col volto coperto, hanno sparato raffiche di kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni. Come immediata ritorsione, nel pomeriggio del 30 aprile, i familiari della vittima hanno organizzato un agguato armato per uccidere uno degli aggressori. Gli altri due fermati, a bordo di due scooter, avrebbero fatto da autisti ai due killer.
Furto d’auto e attentato incendiario
I poliziotti del commissariato Palermo San Lorenzo hanno invece eseguito il fermo di due giovani, indiziati del furto di un’auto avvenuto il 12 marzo 2026 all’interno del parcheggio di un centro commerciale del capoluogo. La macchina sarebbe stata poi utilizzata, nella notte del 28 marzo, da complici ancora non identificati, per compiere un grave attentato incendiario all’autolavaggio vicino a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea.
Pizzo a Isola delle Femmine: 5.000 euro o bottiglie incendiarie
Infine, i carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito il fermo di due ragazzi accusati di tentata estorsione, aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso, ai danni di diversi locali di Isola delle Femmine. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero lasciato davanti alle saracinesche di otto attività commerciali bottiglie con liquido infiammabile insieme a un foglio di carta con una richiesta di pizzo di 5.000 euro.
Gli otto fermati
I fermati da carabinieri e polizia nell’inchiesta sull’escalation violenta che da mesi interessa Palermo sono: Massimo Gioè (41 anni), Riccardo Civiletti (25 anni), Danilo D’Ignoti (38 anni), Dionisio Mineo (35 anni), Rosario Piazza (20 anni), Davide Carcione (25 anni), Salvatore Modica (19 anni) e Samuel D’Acquisto (21 anni).
L’operazione segna un punto fermo nella strategia della Procura di Palermo per arginare la recrudescenza mafiosa nel mandamento di Tommaso Natale / San Lorenzo, teatro negli ultimi mesi di una preoccupante escalation di violenza e intimidazioni.
