Il dado è tratto: il Pride Siracusa 2026 entra nel vivo con il corteo capeggiato dalla madrina Heather Parisi, arrivata ieri a Siracusa, mentre le associazioni chiedono spiegazioni al sindaco Francesco Italia sul finanziamento oneroso degli eventi.
Appuntamento oggi, 18 luglio dalle 18.30 in Piazza Euripide per il corteo coloratissimo che chiude la manifestazione, dove la madrina sfilerà con la comunità Lgbtqia+ per ribadire il valore della comunità e dell’uguaglianza dei diritti.
Le dichiarazioni di Heather Parisi prima del corteo
Arrivata a Siracusa la prima dichiarazione della showgirl, entusiasta di essere nella città aretusea, è stata quella di avere sempre avuto un rapporto di rispetto e complicità con la comunità trans e non ha mai avuto né avrà mancanze di rispetto nei loro confronti.
In un video, infine, ha chiarito la sua posizione: “L’identità di genere non è legata alla biologia o alla genetica di una persona. Ogni individuo è libero di essere come si sente e deve poter essere ciò che vuole“.
Nel frattempo le associazioni chiedono spiegazioni al sindaco sul finanziamento
Mentre l’attesa aumenta, dall’altra parte dell’iniziativa le associazioni trans* MIT Movimento Identità Trans e Libellula APS, con Vladimir Luxuria, insieme a Stonewall Glbt+ Siracusa, Agedo Siracusa e UDS Siracusa scrivono una lettera aperta al Sindaco Italia sul finanziamento, attraverso patrocinio oneroso, degli eventi del Siracusa Pride.
“Una somma importante – dicono gli esponenti del movimento – per un pride locale. Meritorio, se pensiamo che un’amministrazione si schiera dalla parte della nostra comunità. Certo, non avremmo voluto vedere una manifestazione politica ridotta a evento estivo, ma il Comune fa il Comune e le responsabilità politiche di questa riduzione vanno rintracciate altrove“.
La richiesta è semplice: come saranno destinati i fondi? E soprattutto l’intenzione è capire se finanzieranno la presenza di Heather Parisi: che sia un cachet o un semplice rimborso spese, perché “qualora i soldi pubblici dovessero arrivare nel conto della showgirl avverrebbe un fatto molto grave: il denaro della collettività, all’interno del quale c’è anche la comunità LGBTQIA+ e nello specifico la comunità trans, andrebbero a un personaggio che ha proferito frasi offensive contro le persone trans”.
Le associazioni fanno sapere che sarebbe un paradosso: denaro pubblico destinato a un evento contro le discriminazioni andrebbero, in tal caso, a supporto di una persona che ha pronunciato frasi discriminatorie. Tradendo lo spirito stesso del Pride che vede nella comunità trans* una componente fondativa e irrinunciabile.
