Siracusa – Omicidio badanti, perizia psichiatrica per l’imputato

Il gup del tribunale, Andrea Migneco, ha disposto la nomina di un perito che dovrà accertare le condizioni di salute di Giampiero Riccioli, il 50enne ristoratore siracusano, detenuto in carcere dal mese di febbraio perché ritenuto responsabile dell’uccisione e dell’occultamento di due badanti casertani, Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto. Il conferimento dell’incarico avverrà all’udienza della prossima settimana, quando il giudice stabilirà anche i tempi di deposito della consulenza psichiatrica. L’eccezione è stata sollevata dalla difesa dell’imputato. Gli avvocati Antonio Meduri e Dario Lombardo hanno prodotto la documentazione del perito di parte il quale, dopo avere visitato l’imputato, ha sancito l’incompatibilità della sua salute con il regime carcerario e, soprattutto, la sua incapacità di stare in giudizio. Prima di decidere se al processo si dovrà procedere con il giudizio abbreviato, quindi, sarà necessario comprendere se vi sia ragione di ritenere che, per infermità mentale, sopravvenuta al fatto, l’imputato non sia in grado di partecipare coscientemente al processo. La norma spiega che, durante il tempo occorrente per l’espletamento della perizia, il giudice assume, a richiesta del difensore, le prove che possono condurre al proscioglimento dell’imputato. 

Nel corso dell’udienza di ieri, il giudice ha anche accolto la costituzione di parte civile dei familiari dei due badanti e di “Penelope”, l’associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse.  

Al vaglio del giudice per l’udienza preliminare c’è il caso di Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto, scomparsi la mattina del 12 maggio 2014 e i cui resti sono stati rinvenuti nel cortile della villetta di via via San Pio da Pietrelcina in contrada Tivoli, dove erano stati visti l’ultima volta, dopo avere svolto il servizio di badanti al padre di Riccioli. 

Il medico legale che ha eseguito l’autopsia sui resti umani, avrebbe riscontrato tracce di colpi di arma da fuoco con cui le vittime sarebbero state uccise e dopo seppellite in una fossa ricoperta con calce e altro materiale di risulta. L’autopsia, disposta dal sostituto procuratore generale di Catania, Miriam Cantone, prospetta una spietata esecuzione per i due badanti di cui per sette anni si erano perse le tracce per la disperazione dei familiari, convinti che i loro congiunti non potessero essere scomparsi nel nulla, ipotizzando, invece, che potesse essere accaduto qualcosa di grave, come poi accertato dai poliziotti, che hanno eseguito le ricerche nella villa degli orrori.

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