L’Osservatorio Civico ha deciso di costituire un apposito gruppo di lavoro qualificato, formato dal notaio Alessia Di Trapani, coordinatrice del comitato dell’Osservatorio per la crescita sociale, da Maria Nigro, già dirigente amministrativa Asp, da Franco Cirillo, ex sindaco di Siracusa e direttore sanitario dell’ospedale Umberto I e da Claudio Tinè, già direttore del Coordinamento Uffici di Staff della Direzione Strategica dell’Asp.
In particolare, l’Osservatorio Civico, presieduto da Salvo Sorbello, che è anche presidente del Comitato Consultivo Aziendale Asp, sottolinea che le dodici Case della Comunità della nostra provincia devono essere intese come parte integrante dell’identità della Comunità stessa, luoghi di partecipazione e di valorizzazione di tutte le risorse presenti, nei quali si possa sviluppare il pieno coinvolgimento dei cittadini e del Terzo Settore. E si è in attesa dell’attivazione degli Ospedali della Comunità, che nella nostra provincia saranno quattro (Siracusa, Lentini e Pachino, oltre a quello di Noto) e costituiranno una struttura intermedia tra territorio e presidi per acuti.
L’obiettivo delle dodici Case della Comunità della nostra provincia deve essere quello di integrare sanità e sociale, puntando su prevenzione, cura delle cronicità e servizi su misura, che decongestionino i Pronto Soccorso, riducano le liste d’attesa e offrano ai cittadini soluzioni più rapide ed efficaci. Quattro, quelle cosiddette Hub, sono ubicate a Siracusa (nel padiglione ex cucine dell’ex Onp della Pizzuta), ad Augusta (presso il Muscatello), a Noto (nei locali dell’ospedale Trigona) e a Lentini (nell’edificio ex Inam). Devono offrire servizi diagnostici completi, assistenza
medica e infermieristica continua (anche 24 ore al giorno per sette giorni alla settimana), fungendo da centri di coordinamento territoriale. Le altre otto Case, le Spoke, sono invece di minori dimensioni, focalizzate sull’assistenza primaria, con presenza medica limitata a dodici ore al giorno, per sei giorni su sette, e servizi diagnostici di base facoltativi. Si trovano ad Avola (in piazza Crispi), a Melilli (in via Martiri di via Fani), a Pachino (nel palazzetto della sanità), a Floridia (via De Amicis), a Francofonte (in via on. Franco), a Palazzolo (in corso Vittorio Emanuele), nel capoluogo (in un altro padiglione della Pizzuta) e a Rosolini.
Siamo convinti che le Case della Comunità funzioneranno se sapranno essere strutture capaci di accogliere e offrire servizi efficienti e se i cittadini si accorgeranno che la sanità sta cambiando davvero. Se troveranno inoltre all’interno delle Case della Comunità tutte le funzioni tipiche del nuovo modello di assistenza territoriale, come il Punto Unico di Accesso, che orienta il cittadino e rappresenta la porta unitaria ai servizi sanitari e sociali, garantendo accoglienza e attivazione della presa in carico integrata. strutturata con i Servizi sociali. L’obiettivo deve essere quello di promuovere una medicina di qualità anche al di fuori dell’ospedale, più vicina ai cittadini e ai loro bisogni.
