Arrivano i primi finalisti del Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini 2026 e il VII Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi. Due manifestazioni promosse dall’Associazione Culturale Vittorini – Quasimodo e dall’Assessorato alla Cultura della Città di Siracusa in collaborazione con la Fondazione INDA e con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
25esima edizione che celebra anche l’anniversario di morte dello scrittore
Il Premio Vittorini di quest’anno si preannuncia un’edizione speciale e particolarmente sentita, per la celebrazione del 60esimo anniversario della morte dello scrittore siracusano. E vedrà anche la realizzazione di uno speciale annullo filatelico e una mostra filatelica realizzata dall’Unione Siciliana Collezionisti dedicata agli autori siciliani del Novecento.
Commissione del Premio
A presiedere la Commissione di valutazione delle opere in concorso sarà il professore Antonio Di Grado che ha selezionato i tre autori finalisti in lizza per la vittoria da decretare a settembre: Erica Donzella con “Non offendere” (Kalòs), Rosa Matteucci con “Cartagloria” (Adelphi) e Nadeesha Uyangoda con “Acqua sporca” (Einaudi).
La commissione ha inoltre decretato vincitrice per la sezione Opera Prima Anna Mallamo, autrice del libro “Col buio me la vedo io” (Einaudi). Edizione su librerie e scaffali digitali ormai da un anno, con cui la giornalista strettese, originaria di Reggio Calabria, ha ricevuto grandi consensi e numerosi riconoscimenti.
Premio editoria indipendente
All’interno della manifestazione in onore di Vittorini si inserisce anche il Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi assegnato alla casa editrice Rubbettino che, partendo nel 1972 dallo storico primo nucleo di Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, è cresciuta fino a diventare un grande network.
Attorno a essa gravitano intellettuali, accademici e non, centri di ricerca e player della politica culturale con l’intento di fornire ai numerosi lettori uno sguardo sulla realtà scevra da qualsiasi condizionamento ideologico.
Cerimonia Premio Elio Vittorini 2026
La cerimonia di consegna del Premio Vittorini si svolgerà sabato 12 settembre all’Antico Mercato di Ortigia in conclusione della Settimana Vittoriniana che, a partire da mercoledì 9 settembre, vedrà susseguirsi all’Urban Center di Siracusa numerosi appuntamenti con al centro il libro e il piacere della lettura.
Tutti gli incontri, inclusa la cerimonia conclusiva di consegna dei premi, saranno a ingresso gratuito sino all’esaurimento dei posti. Inoltre, per la scelta del vincitore del XXV Premio Vittorini, di rilevanza è il ruolo dalla Giuria dei lettori.
Formata da lettori segnalati dalle biblioteche pubbliche di Siracusa, dalle librerie della città e dalla Società Dante Alighieri esprimerà cumulativamente un voto che si andrà a sommare a quello individuale di ciascun componente della Commissione di valutazione.
Il vincitore del Premio Vittorini 2026 riceverà un assegno di 3mila euro, invece i due finalisti non vincitori avranno un assegno di mille euro ciascuno.
Motivazioni della Commissione di valutazione delle opere finaliste XXV Premio Vittorini
Di seguito le motivazioni della scelta dei finalisti:

- Erica Donzella: “Non offendere” (Kalòs) è un libro d’amore ambientato nella Catania dei nostri giorni; ma non si tratta di un amore facile o sdolcinato, piuttosto è un libro su come l’amore possa essere tragico, specie se ha a che fare con l’omosessualità e se deve fare i conti con la miseria e l’ignoranza. Donzella non ha paura di rappresentarlo e di farcene sentire con un linguaggio morbido e diretto, che sa fare ricorso al dialetto senza mai abusarne, la nostalgia e la forza stessa della sua componente istintuale e sessuale.

- Rosa Matteucci “Cartagloria” (Adelphi) è un riuscito intreccio di autobiografismo e invenzione, di comico e tragico. Una bambina che, come i suoi coetanei, desidera fare la prima comunione, un padre dedito al gioco d’azzardo, una madre distratta, una famiglia altolocata in disfacimento. A partire da questa ferita dell’infanzia, l’io narrante, attraverso lo sguardo straniato, la logica stringente e altra della ragazzina che porta sempre dentro, racconta la storia di un’esclusione, di una mancanza, di una delusa richiesta di amore.
La sua attesa inappagata, che chiama in causa direttamente Dio e il Trascendente, mette in moto così una ricerca straziante e comica nello stesso tempo (India, Lourdes, Soka Gakkai, frate esorcista, rito tridentino) fino a giungere all’accettazione della propria croce: “perché alla fine croce e libertà sono la stessa cosa”. Il vissuto diviene allora, con una convincente e originale scelta stilistica, chiave conoscitiva, giudizio, e interpretazione del mondo. Questa modalità, già felicemente collaudata nelle opere precedenti, raggiunge ora esiti di particolare maturità apportando ulteriore vitalità al genere romanzo.

- Nadeesha Uyangoda “Acqua sporca” (Einaudi) : la commissione giudicatrice ha inteso premiare non soltanto il fenomeno propizio e ormai consolidato di nuove voci che da altre latitudini si sono immesse, arricchendolo con nuovi temi, vicende, visioni e traumi, nell’alveo d’una narrativa italiana impigrita dall’intimismo o avvilita dall’intrattenimento.
Ma soprattutto un profilo di scrittrice riccamente e soffertamente innovativo, cui la sua duplice anagrafe consente di delocalizzare e arricchire il vecchio modello narrativo occidentale della saga familiare dilatandolo lungo l’arco che specchia e separa un’Europa esanime e avara e uno Sri Lanka magico e indigente.
Motivazione per il Premio sezione Opera Prima

Anna Mallamo è stata selezionata con “Col buio me la vedo io” (Einaudi) . Un romanzo di esordio, potente e pieno di soprese, ambientato a Reggio Calabria all’inizio degli anni 80, quando ai morti di mafia si sommavano quelli dell’antifascismo militante e il rancore dei Boia chi molla. Sin dalle prime battute, Anna Mallamo entra nel vivo di una lingua evocativa, corroborando nel dialetto la presa sulla realtà, e distillando modi di dire, locuzioni e avverbi per squarciare il velo dei pensieri, e penetrarne i silenzi, le reticenze, le omissioni dei suoi personaggi.
“Finché si ‘mazzuno intr’a iddi”, siamo salvi, pensano molti dei protagonisti del suo romanzo, costruito sul confine tra criminali e bravi cristiani, sino a confonderlo imprevedibilmente. Lo stesso distacco lambisce Reggio Calabria, città che ha perso il suo splendore, per scivolare sulla faglia dello Stretto, aggrappata alle antiche rovine, le mura greche, le macerie del terremoto, le case dei morti. Nessuna indulgenza al lirismo, ma uno sguardo duro che finisce per farcela amare come il sostrato di una civiltà millenaria che resiste, malgrado il progresso, la disumanità dei molti che oppongono ai pochi lo sberleffo e l’apatia.
Motivazione Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi
Rubbettino Editore rappresenta ormai da ben oltre mezzo secolo un sicuro punto di riferimento nel panorama editoriale italiano. Una sfida impegnativa e affascinante partita dal Mezzogiorno che si può ben dire sia stata vinta.
Il ricco e variegato catalogo si connota decisamente per la particolare sapienza della scelta delle opere da editare nel segno di un’inequivocabile tendenza alla costruzione di una società aperta e inclusiva che ha nel valore della promozione culturale più genuina uno dei suoi caposaldi.
