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Tunisia, oltre venti campagne contro giornalisti denunciate dallo Snjt

Sono più di venti le campagne di incitamento, diffamazione e denigrazione ai danni di giornalisti e giornaliste registrate in Tunisia dall’inizio del 2026.
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ROMA – Sono più di venti le campagne di incitamento, diffamazione e denigrazione ai danni di giornalisti e giornaliste registrate in Tunisia dall’inizio del 2026. A denunciarlo è il Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt), che dalla prossima settimana intende presentare una serie di denunce contro persone e pagine social ritenute coinvolte.

Secondo il sindacato, le campagne documentate avrebbero riguardato attacchi alla reputazione e alla vita privata dei professionisti dell’informazione, contestazioni della loro competenza e credibilità, diffusione di informazioni ritenute fuorvianti, discorsi d’odio e forme di incitamento diretto. Condotte che, sostiene lo Snjt, potrebbero esporre a rischi anche i familiari dei giornalisti.

Il sindacato afferma di aver svolto, nella maggior parte dei casi, verifiche e acquisito i contenuti pubblicati, le relative fonti e gli altri elementi ritenuti utili. Sono ora in fase di completamento i dossier destinati alla magistratura. Parallelamente, lo Snjt sta predisponendo un elenco documentato degli amministratori delle pagine interessate e delle persone che avrebbero preso parte alle campagne.

La qualificazione penale dei fatti e l’eventuale accertamento delle responsabilità, precisa il sindacato, spetteranno comunque alla magistratura.

Lo Snjt ribadisce di considerare il diritto di critica e la libertà di espressione principi fondamentali. Il sindacato riconosce quindi la possibilità di contestare l’operato dei media e dei singoli giornalisti, ma sottolinea che la critica non può trasformarsi in attacchi alla vita privata, diffamazione o incitamento contro le persone.

La responsabilità professionale dei giornalisti, aggiunge lo Snjt, deve essere contestata attraverso gli strumenti previsti dalla legge, tra cui il diritto di replica e di rettifica e la critica professionale.

Per il sindacato, alcune delle campagne individuate avrebbero inoltre assunto un carattere sistematico, contribuendo a creare un clima di pressione e stigmatizzazione. In diversi casi, secondo la valutazione dello Snjt, tali campagne avrebbero preceduto procedimenti giudiziari, arresti o processi.

La nuova denuncia arriva dopo che, nelle ultime settimane, il sindacato aveva nuovamente segnalato un peggioramento delle condizioni per l’esercizio della professione giornalistica in Tunisia. Pochi giorni fa lo Snjt aveva inoltre organizzato una mobilitazione per chiedere la liberazione dei giornalisti detenuti, tra cui Mourad Zeghidi, Borhen Bsaïes, Zied El Heni e Mohamed Yousfi, caporedattore del sito investigativo Al Qatiba, arrestato all’inizio di settembre.

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