Incidente mortale sul lavoro a Sant’Arcangelo. UGL: «Basta morti, sicurezza prima dei profitti»

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“Basta morti, la sicurezza non può essere un optional. Ancora una volta siamo costretti a piangere un lavoratore che non farà più ritorno a casa. La morte di un uomo di 58 anni, di Senise, vittima questa mattina di un gravissimo incidente sul lavoro nell’area industriale di Sant’Arcangelo, è una tragedia che lascia sgomenti e che impone a tutti di fermarsi e riflettere”.

Queste le parole di Giuseppe Palumbo, Segretario Provinciale UGL Potenza, esprimendo il cordoglio dell’organizzazione sindacale alla famiglia, ai colleghi e alla comunità di Senise (PZ) per l’incidente mortale sul lavoro a Sant’Arcangelo che ha coinvolto l’operaio Salvatore Terracina.

Carpentiere di 58 anni residente a Senise, un dipendente della ditta KG Buildings che poco prima delle 8:00 all’interno di un cantiere edile nell’area PIP (zona industriale) di Sant’Arcangelo è rimasto coinvolto dal passaggio di una macchina operatrice.

Gli organi competenti intervengano

Un’altra vita spezzata sul posto di lavoro che non può essere ricordata con parole di circostanza. “Un lavoratore – dice Giuseppe Palumbo – è morto mentre svolgeva il proprio mestiere. Ora spetta alla magistratura e agli organi competenti ricostruire con assoluta precisione quanto accaduto e accertare ogni eventuale responsabilità. Il coinvolgimento di una macchina operatrice e il sequestro del cantiere rendono ancora più importante fare piena luce sulla dinamica dell’incidente. Non vogliamo e non possiamo anticipare conclusioni che spettano agli inquirenti, ma una cosa va detta con forza: la sicurezza sul lavoro non può essere trattata come una formalità burocratica, né può venire dopo le esigenze produttive, i tempi dei cantieri o il contenimento dei costi”

La sicurezza prima di tutto ribadisce il Palumbo per ogni persona dietro cui non c’è un numero ma una famiglia, dei figli, degli affetti e una comunità che viene colpita. Da qui, la richiesta di fine della retorica delle morti sul lavoro: “servono prevenzione vera, formazione continua, controlli efficaci e rigorosi e il pieno rispetto delle norme di sicurezza. Chiediamo che gli accertamenti vengano condotti fino in fondo e senza lasciare zone d’ombra. Se emergeranno responsabilità, dovranno essere individuate e perseguite nelle sedi competenti.

Ma soprattutto – conclude Palumbo – bisogna intervenire prima che una tragedia accada. Non servono promesse dopo una morte: servono controlli e prevenzione prima. La vita di un lavoratore vale più di qualsiasi commessa, di qualsiasi scadenza e di qualsiasi profitto.”

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