Il dramma della gelosia e dell’onore della Cavalleria Rusticana di Mascagni in tutta la sua magnificenza segna la stagione 2026 del Festival Lirico dei Teatri di Pietra a Catania.
Il Teatro Antico protagonista di una celebrazione corale, sold out, che ha unito note e settima arte con fotogrammi emblematici del cinema di Luchino Visconti. La terra trema e Il Gattopardo hanno fatto da memoria fotografica delle opere sonore di Pietro Mascagni per una sintesi tra verismo lirico e neorealismo cinematografico.
Quel che emerge è una Sicilia glorificata nella sua forma più autentica, fiera e poetica. Merito anche di una squadra vocale di altissimo livello: Santuzza di Yeon-Joo Park con un’interpretazione magistrale declinata attraverso una pronuncia italiana impeccabile, una pasta timbrica di rara preziosità e una caratura vocale imponente per ampiezza, proiezione e vigorosa carica espressiva. Il tenore Giuseppe Distefano e il suo Turiddu di incisiva statura tecnica e lucentezza dello squillo, la disinvoltura nel registro acuto e un’ardente partecipazione emotiva ha conferito carne e verità al travaglio del personaggio mascagnano.
Insieme a loro, il Coro Lirico Siciliano, plasmato da Francesco Costa; mentre sotto la guida di Paolo Spadaro Munitto, l’Orchestra residente del Festival ha impresso al discorso musicale un passo incalzante e rigoroso, sbalzando con il giusto risalto l’autorevole Alfio di Gangsoon Kim e le raffinate caratterizzazioni di Antonella Arena (Lucia) e Leonora Ilieva (Lola).
Un’opera indimenticabile che ha lasciato segni della sua potenza evocativa negli spettatori e tra le pietre laviche del Teatro.
