Archeologia a Noto: scoperte con IA al Tellaro e a Eloro

Seguici e aiutaci a crescere

La storia sepolta torna alla superficie con le nuove scoperte al Tellaro e Eloro.

Laura Falesi, presidente  Archeoclub D’Italia sede di Noto ha dichiarato che alla Villa Romana del Tellaro la University of South Florida diretta dal prof. Davide Tanasi ha scoperto un nuovo pavimento musivo con motivi geometrici a rombi.

Pubblicità

Tra i reperti individuati anche una scala che conduceva a un piano superiore, confermando l’esistenza di una villa sviluppata su più livelli, caratteristica rara per edifici di questo tipo. “Il progetto – dice Falesi – ha unito le tradizionali attività di scavo a moderne tecnologie diagnostiche, come il telerilevamento e le prospezioni geognostiche, l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei due siti e valorizzarne il patrimonio.

I nuovi dati archeologici sono emersi dalle campagne di scavo estive condotte dall’Università di Messina e dalla University of South Florida in collaborazione con Soprintendenza di Siracusa, Parco Archeologico di Siracusa, Eloro  Villa del Tellaro e Akrai (co-direttrice delle ricerche Rosa Lanteri). Il progetto ha unito le tradizionali attività di scavo a moderne tecnologie diagnostiche, come il telerilevamento e le prospezioni geognostiche, l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei due siti e valorizzarne il patrimonio.

Le novità delle campagne

Oltre al pavimento a rombi e alla scala, le campagne di scavo hanno portato alla luce anche un’area per le attività produttive, con una fornace, una caldaia e un silos utilizzato per il deposito del calcare necessario alla preparazione della calce utilizzata per scopi agricoli. I frammenti di una finestra a transenna lapidea romana, di cui è stata offerta l’ipotesi ricostruttiva con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Tra i reperti studiati figurano anfore utilizzate per il trasporto di vino, olio e garum, numerose pentole, una stadera (bilancia) in ottime condizioni, oltre a un frammento scultoreo appartenente a una statua panneggiata.

Il sito, inoltre, frequentata anche dopo il V secolo d.C., prolungando la sua vita fino al periodo tardoantico, tra il V e il VII secolo aveva anche un livello greco arcaico con ceramica corinzia.

Eloro i risultati emersi

Nell’antica città greca di Eloro, invece, la prof. Caterina Ingoglia con gli studenti dell’Università di Messina hanno scoperto un quartiere abitativo di epoca ellenistica e tardo-ellenistica composto da otto ambienti e due corridoi muniti di un portico.

All’interno sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici ancora in fase di studio. In un ambiente sono state trovate diverse statuette in terracotta attribuibili a Demetra con la fiaccola e il porcellino. Questo elemento ha suggerito l’ipotesi di un rito di abbandono della struttura. Presente anche un vano di forma trapezoidale, sigillato da una discarica di tegole e cocciopesto, al cui interno sono stati rinvenuti anche i resti di un equide, ancora in fase di studio per stabilirne con precisione la specie. 

Questa, una prima analisi di quanto messo in luce nella campagna di scavo di giugno. Secondo i responsabili scientifici, però, le nuove scoperte contribuiranno a riscrivere alcuni aspetti della storia del territorio siracusano, offrendo nuove informazioni sull’organizzazione degli edifici, sulle attività produttive e sulle diverse fasi di vita dei due siti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts