Protesta in piazza per riaprire casa Monteforte

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Entra nel vivo a Siracusa la campagna di sensibilizzazione e vertenza sociale “Controviolenza io ci sono – Non solo il 25 novembre”, ideata e promossa dalla giornalista Mascia Quadarella insieme a Samanta Ponzio, presidente dell’associazione WonderSammy ETS, e realizzata con il contributo di Silvia D’Arrigo, storica sostenitrice della causa. L’iniziativa vede il supporto della Consulta Comunale Femminile di Siracusa, al cui fianco si sono unite anche le principali associazioni del Terzo Settore, i centri antiviolenza, le realtà culturali, sportive, le organizzazioni di categoria, le sigle sindacali, i comitati di quartiere e le forze politiche e sociali. La campagna si inserisce nella cornice della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne per porre l’attenzione su Casa Monteforte, lo storico palazzo in Ortigia (via Pompeo Picherali) donato con vincolo testamentario per l’accoglienza di donne anziane sole e fragili, richiedendo il rispetto della sua destinazione d’uso originaria come alloggio protetto e comunitario. «La spinta per questa campagna nasce dall’incontro casuale con una signora di Ortigia dignitosa, con una bellezza autentica che il tempo e la fatica non sono riusciti a scalfire, ma in balia di un disagio abitativo, comune a molte sue coetanee, che le toglieva il sonno. Attraverso il suo racconto si è posata una luce su una realtà troppo spesso lasciata nell’ombra», dichiara Mascia Quadarella, ideatrice della campagna. La nostra battaglia – sottolinea la cronista e co-organizzatrice della manifestazione – non vuole assolutamente distogliere l’attenzione dai femminicidi che continuano a insanguinare il nostro Paese, né da tutte le altre forme estreme di abuso contro le donne. Vuole semmai aggiungere un tassello fondamentale al dibattito pubblico, mettendo in luce un’altra forma di violenza: una violenza subdola, silenziosa e invisibile, figlia di carenze istituzionali, che crea cicatrici nell’anima. Parliamo di donne anziane e fragili che, dopo una vita di sacrifici e di lavoro di cura non riconosciuto, si ritrovano stritolate dal caroprezzi, dal caro affitti e dall’emarginazione. Negare loro l’accesso a una dimora e a spazi protetti come Casa Monteforte – conclude Mascia Quadarella – significa negare la loro autonomia e la loro dignità. Riaprirla è un atto di giustizia indilazionabile». “Attraverso le attività quotidiane e soprattutto di ascolto dell’Associazione WonderSammy- spiega la presidente Samanta Ponzio- raccogliamo testimonianze e intercettiamo bisogni che ci restituiscono uno spaccato concreto delle difficoltà vissute da tante donne, anche in età avanzata. La fragilità abitativa, la solitudine e l’assenza di adeguate reti di sostegno sono problematiche che richiedono attenzione e risposte, non soltanto sensibilità. È anche da questa esperienza di ascolto che nasce il nostro impegno per Casa Monteforte: crediamo che la sua destinazione originaria possa rappresentare un’importante opportunità di tutela, accoglienza e inclusione sociale. Non parliamo soltanto di un edificio, ma della possibilità di restituire valore a un luogo attraverso una funzione di reale utilità per la comunità. In prossimità della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il nostro pensiero andrà naturalmente anche alle donne vittime di femminicidio nel 2026, che ricorderemo con rispetto e partecipazione. Il nostro impegno vuole essere un unico percorso di tutela dei diritti, della libertà e della dignità femminile, senza distinzioni di età o condizione sociale. Perché la solidarietà e la responsabilità verso le donne non possono limitarsi a una giornata, ma devono tradursi in presenza e azioni concrete durante tutto l’anno”- annuncia la co-organizzatrice dell’evento-. L’appuntamento è previsto per Sabato 21 Novembre 2026 alle ore 18:00, con raduno al Tempio di Apollo e presidio simbolico all’esterno di Casa Monteforte in Via Pompeo Picherali. I partecipanti sono invitati a presenziare con lumini LED rossi e lucchetti rossi aperti. “Uniti per annientare il sopruso- sottolinea Silvia D’Arrigo- e restituire il sorriso alle nostre nonne indifese e a chi potrebbe trovarsi nelle loro condizioni domani”.

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