SIRACUSA, 17 ottobre 2026 – «Il gasolio aumenta il peso dei costi sulle imprese, i margini si assottigliano e il rischio è che a pagare il conto siano sempre gli stessi: agricoltori, autotrasportatori, cooperative, operatori della distribuzione alimentare e, alla fine, le famiglie». È una vera e propria grida d’allarme quella lanciata dal dottor Paolo Campisi, Direttore Provinciale dell’Unione Italiana Cooperative di Siracusa, di fronte all’emergenza provocata dall’impennata dei costi del carburante nelle filiere strategiche dell’economia aretusea.
L’impatto dei rincari sta colpendo in modo critico la catena di produzione del territorio, creando fortissime tensioni nell’intero comparto produttivo del Sud-Est siciliano.
«Le cooperative sono l’alveare del territorio, ma rischiano di non sopravvivere»
Nel suo intervento, Campisi pone l’accento sulla fragilità delle aziende locali di fronte a una crisi energetica e logistica non più sostenibile:
«Le imprese cooperative rappresentano l’alveare dell’economia locale e del Sud-Est della provincia aretusea. Ma anche l’alveare più laborioso, se continuamente impoverito, rischia di non sopravvivere. Non possiamo pretendere che le nostre imprese continuino a garantire servizi essenziali mentre il carburante divora risorse e competitività», dichiara il Direttore Provinciale dell’UnCoop.
Campisi ha espresso inoltre piena solidarietà ai lavoratori e agli operatori economici in protesta in queste ore: «Le proteste non sono semplici manifestazioni di malcontento, ma il segnale di un disagio che merita ascolto. Quando chi coltiva la terra non riesce più a sostenere i costi, il problema riguarda la tenuta economica e sociale dell’intera provincia».
La richiesta ufficiale: un tavolo operativo in Prefettura
Per scongiurare il collasso delle imprese e la perdita di posti di lavoro, l’Unione Italiana Cooperative richiede formalmente la convocazione urgente di un tavolo provinciale di crisi presso la Prefettura di Siracusa o, in alternativa, al Libero Consorzio Comunale:
- Confronto a 360 gradi: Coinvolgimento immediato delle organizzazioni cooperative, delle associazioni agricole, del comparto autotrasporti e della distribuzione alimentare.
- Obiettivi concreti: Definizione di misure di sostegno straordinarie da caldeggiare presso la Regione Siciliana e il Governo nazionale.
- Niente passarella: «Non chiediamo passerelle istituzionali o fotografie di rito. Chiediamo un tavolo operativo, con proposte verificabili e tempi certi. Il costo dell’immobilismo rischia di diventare superiore a quello del carburante», incalza Campisi.
L’appello diretto ai vertici istituzionali
La filiera siracusana – che unisce produzione agricola, trasformazione, logistica e vendita al dettaglio – vive di una profonda interdipendenza: lo stop di un singolo settore rischia di spezzare l’intera catena produttiva.
«Al Prefetto e ai vertici del Libero Consorzio Comunale chiediamo un segnale immediato prima che le difficoltà si trasformino in chiusure e licenziamenti. Non vogliamo arrivare al punto di contare le imprese che hanno abbassato le saracinesche. Siracusa non ha bisogno di dichiarazioni di circostanza: ha bisogno di risposte adesso», conclude Paolo Campisi.
