Blocco dei tir e sblocco dei presidi, l’allarme della GDO: «Serviranno fino a 5 giorni per tornare alla normalità nei supermercati»

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PALERMO / CATANIA – Nonostante il tavolo d’intesa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbia portato alla revoca formale del fermo nazionale dell’autotrasporto, gli strascichi del blocco dei tir si faranno sentire ancora per diversi giorni sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) nell’Isola.

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A delineare i tempi e le criticità operative per la ripresa a pieno regime della catena logistica alimentare è Giovanni Arena, delegato regionale per la Sicilia di Federdistribuzione e amministratore delegato del Gruppo Arena, colosso leader della distribuzione moderna nel territorio siciliano.

Arena: «Serviranno 4-5 giorni lavorativi per regolarizzare le consegne»

Commentando la complessa situazione nei punti vendita e negli hub logistici regionali, Giovanni Arena ha invitato alla cautela circa la tempestività del ritorno alla normalità:

«C’è ancora incertezza sui blocchi dei tir al di fuori della Sicilia – spiega Giovanni Arena –. Ma se tutto si sbloccasse subito, non credo che prima di quattro o cinque giorni lavorativi potremo tornare al ritmo di consegna di merci abituale».

Il nodo principale risiede nel riallineamento delle filiere di approvvigionamento extraregionali e nei colli di bottiglia creatisi nei principali porti e snodi autostradali della penisola, oltre che nei tempi necessari ai centri di distribuzione per smistare e riordinare i volumi d’affare accumulati durante le ore di fermo.

Focus sui prodotti freschi e sulla catena del freddo

La priorità assoluta per le insegne della GDO nelle prossime 48 ore sarà il reintegro dei comparti più sensibili, in primis i reparti dell’ortofrutta, delle carni, dei latticini e dei prodotti del comparto “freschissimo”, ovvero quelli che hanno subito le maggiori sofferenze ed il rischio di perimento delle giacenze durante la protesta.

Dalla rete dei supermercati arriva comunque un invito alla calma destinato ai consumatori, assicurando che le scorte dei beni di prima necessità e a lunga conservazione non sono mai venute meno e che la filiera dei trasporti locali è già al lavoro per colmare i vuoti sugli scaffali.

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