CATANIA – Era a bordo di una nave diretta verso le isole Eolie, convinto probabilmente di potersi spostare indisturbato tra i passeggeri. La sua corsa si è invece interrotta al porto di Catania, dove gli agenti della Polizia di Frontiera lo hanno rintracciato e tratto in arresto in esecuzione di un provvedimento di cattura internazionale.
Nei guai è finito un cittadino tunisino, il cui nome figurava nei database delle forze dell’ordine e nella banca dati Interpol tra i ricercati a livello internazionale per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’incrocio dei dati di bordo e il blitz alla Stazione Marittima
L’operazione scaturisce dai consueti controlli preventivi svolti dal personale in servizio alla Stazione Marittima del capoluogo etneo. A seguito della comunicazione dell’imminente approdo dell’imbarcazione a Catania per uno scalo tecnico, i poliziotti hanno incrociato le liste dell’equipaggio e dei passeggeri con i terminali di sicurezza.
Dall’analisi degli elenchi è subito emersa la segnalazione pendente a carico del viaggiatore tunisino, nei cui confronti le autorità del Paese d’origine avevano emesso un provvedimento di arresto ai fini dell’estradizione.
Il fermo allo sbarco e il trasferimento in carcere
Ottenuto il riscontro, gli uomini della squadra di polizia giudiziaria della Polizia di Frontiera si sono appostati lungo la banchina per monitorare il flusso di persone. Completate le procedure di sbarco, gli agenti lo hanno individuato e bloccato prima che potesse proseguire l’itinerario verso l’arcipelago eoliano.
Accompagnato negli uffici della Stazione Marittima per la notifica degli atti e le formalità di rito, l’uomo è stato successivamente trasferito presso la casa circondariale di Catania, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’avvio delle procedure estradizionali.
Nel rispetto dei diritti dell’indagato, si ricorda che vige la presunzione di innocenza sino all’eventuale condanna definitiva.
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