Our website use cookies to improve and personalize your experience and to display advertisements(if any). Our website may also include cookies from third parties like Google Adsense, Google Analytics, Youtube. By using the website, you consent to the use of cookies. We have updated our Privacy Policy. Please click on the button to check our Privacy Policy.

Aretusacque: l’ira di Cannata

In occasione dell’Assemblea dei sindaci per la costituzione della società Aretusacque S.p.A., chiamata a gestire il servizio idrico integrato per i prossimi trent’anni, il parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, insieme ai rappresentanti istituzionali del partito – il sindaco di Portopalo di Capo Passero, il vicesindaco di Avola e quello di Francofonte – ha espresso voto contrario, motivato da precise ragioni giuridiche e politiche.

La convocazione dell’assemblea, infatti, è avvenuta in violazione delle regole basilari previste dalla legge.
“Sono stati ignorati – e piegati a logiche spartitorie – i principi di condivisione e partecipazione che dovrebbero guidare un passaggio così importante”, denuncia Cannata.
“Durante la riunione si è manifestato un metodo barbaro, escludente e privo di qualsiasi rispetto per il principio di pluralismo territoriale: non è stato garantito il coinvolgimento di tutti i Comuni e, di conseguenza, di tutta la popolazione interessata della provincia”.

“Sia chiaro: siamo favorevoli alla costituzione di una società pubblica che gestisca in modo efficiente e moderno il servizio idrico, intercetti risorse per il rifacimento delle condutture, migliori l’erogazione e garantisca tariffe eque per i cittadini.
Il nostro voto contrario non è dunque contro la società in sé, né contro l’apporto dei privati, ma contro un’impostazione politica fallimentare e opaca, che non garantisce legalità, efficienza né rappresentanza democratica”.

L’obiettivo dichiarato è quello di costituire una società ben strutturata, trasparente, partecipata, capace di rappresentare l’intero territorio e di assicurare investimenti, qualità del servizio e tariffe adeguate e contenute.

“Non è accettabile, invece, che il sindaco Italia continui a gestire con approssimazione e autoreferenzialità, sostenuto da una cricca che ripropone vecchie logiche di potere, legate agli uomini di Carta, e che oggi ha visto persino Gennuso presentarsi con il piattino alla sua corte.
Un metodo che ha prodotto solo caos, tensioni e discredito”, conclude il parlamentare di FdI.

“Contestiamo con forza questa gestione assurda, messa in campo oggi, figlia di una logica politicista fondata su vecchi e opachi metodi.
Valuteremo ogni iniziativa utile – anche legale e istituzionale – in tutte le sedi e con tutti gli organi competenti, per tutelare i diritti di tutti i Comuni e di tutti i cittadini della provincia, che meritano un servizio pubblico dell’acqua all’altezza delle sfide del nostro territorio”.

Una seduta lunga e tesa, conclusa solo nel pomeriggio dopo un acceso confronto tra i sindaci della provincia. Così è nata Aretusacque, la società che gestirà il servizio idrico per 19 dei 21 comuni del territorio (esclusi Buscemi e Cassaro).

Al termine della votazione sono stati scelti i componenti del Consiglio di sorveglianza: Giuseppe Assenza, eletto presidente, insieme a Massimo Carrubba, Francesco Favi, Marco Cannarella e Ivana Rabito, che per assumere l’incarico si è dimessa da assessore a Pachino.

By Redazione

Related Posts