Il tribunale di Roma ha stabilito che il Comune di Siracusa non dovrà risarcire per tre milioni l’assicurazione Sace Bt,
partecipata integralmente dal ministero dell’Economia e delle finanze, nella causa sul collasso di una delle
vasche durante i lavori per le nuove banchine del molo Sant’Antonio.
Tutte le eccezioni formulate dal Comune di Siracusa, assistito dall’avvocato Cesare Gervasi, sono state accolte e prevedevano:
- L’assenza di errori progettuali;
- La riconducibilità dell’incidente a un errore della ditta appaltante in sede di lavori;
- La piena validità del procedimento di istruzione preventiva promosso da Sace Bt davanti al tribunale di
Siracusa.
L’assicurazione aveva emesso polizza a favore della ditta appaltatrice e del Comune di Siracusa (stazione appaltante) a garanzia di tutti i rischi relativi agli “interventi di riqualifica funzionale delle banchine del Porto Grande di Siracusa” e, dopo l’incidente, aveva indennizzato l’azienda con tre milioni di euro. Effettuate, successivamente, indagini tecniche, Sace Bt aveva sostenuto che erano emersi degli errori nei progetti definitivo ed esecutivo nonché nelle perizie di variante, e che facevano cadere la responsabilità sul Comune e sui progettisti. Per questo motivo, l’assicurazione ha avviato una procedura di accertamento tecnico preventivo davanti al tribunale di Siracusa.
L’esito del giudizio, però, smentisce la ricostruzione di Sace Bt che, a quel punto, decide di rivolgersi al tribunale di Roma per il giudizio di merito invocando la nullità della consulenza disposta dai giudici di Siracusa.
La sentenza
Nei giorni scorsi si arriva così alla sentenza, nella quale i magistrati della Capitale hanno dato ragione alla difesa del Comune riconoscendo che le perizie svolte a Siracusa sono avvenute nel pieno rispetto del contraddittorio e Sace Bt, ricevuta la bozza di consulenza, non aveva formulato osservazioni tecniche.
Inoltre, l’avvocato Gervasi ha eccepito che dalla stessa documentazione fornita dall’assicurazione nel procedimento di istruzione preventiva emerge che il sinistro è dipeso da un errore nell’esecuzione dei lavori, errore fra l’altro ammesso e descritto dalla ditta appaltatrice nelle proprie relazioni tecniche e nelle note di cantiere.
L’esito positivo della vicenda giudiziaria evita al Comune conseguenze sul piano finanziario e della difesa dell’interesse pubblico.
