Si è spento a Roma, all’età di 93 anni, il regista e sceneggiatore Tinto Brass. A darne l’annuncio sono stati la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice. Il filmmaker, da tempo malato, lascia un segno indelebile come autore di un cinema libero, anticonformista e visionario. Per volontà della famiglia, i funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.
All’anagrafe Giovanni Brass, era nato a Milano il 26 marzo 1933. Il celebre soprannome “Tinto” fu un’idea del nonno, il pittore Italico Brass, che lo affibbiò al nipote in omaggio a Tintoretto. Laureatosi in giurisprudenza a Padova nel 1957, Brass si trasferì a Parigi per lavorare come archivista presso la Cinémathèque Française, dove respirò l’atmosfera e la rivoluzione culturale della Nouvelle Vague. Tornato in Italia, fece il suo esordio come assistente alla regia per maestri come Roberto Rossellini, Alberto Cavalcanti e Joris Ivens.
Considerato il maestro indiscusso del cinema erotico d’autore, Tinto Brass ha firmato pellicole entrate nell’immaginario collettivo e nella storia del costume italiano, tra cui Salon Kitty (1976), La chiave (1983), Caligola (1984), Miranda (1985), Capriccio (1987), Paprika (1990) e Monella (1998).
Alla Mostra del Cinema di Venezia gli era stato conferito il prestigioso Premio Pietro Bianchi, riconoscimento promosso dai giornalisti cinematografici che lo hanno celebrato come uno sperimentatore unico, capace di abbattere le convenzioni culturali e di ridefinire il linguaggio visivo con irriverenza, coraggio e un profondo senso di libertà.
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