Francia travolta dalle proteste contro il carovita: cortei oceanici in tutto il Paese, oltre mille fermi e scontri nel finale

Mobilitazione di massa promossa da sindacati, studenti e gilet gialli per la difesa del potere d'acquisto. Scontri a Parigi, Lione e Tolosa dopo ore di marce pacifiche.
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PARIGI – Un sabato di infuocata protesta ed altissima tensione ha attraversato da Nord a Sud le principali città della Francia. La grande mobilitazione nazionale contro il carovita, la perdita del potere d’acquisto e per la difesa dei servizi pubblici si chiude con due bilanci fortemente contrapposti: da una parte una partecipazione popolare imponente – seppur al centro della consueta guerra di cifre tra Governo e sindacati – e dall’altra un bilancio dell’ordine pubblico pesantissimo, con quasi mille fermi su scala nazionale.

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La giornata ha visto sfilare compatti sindacati, organizzazioni studentesche, lavoratori e movimenti dei gilet gialli, dando vita a 136 cortei e manifestazioni locali che per molte ore si sono svolti in modo prevalentemente pacifico.

Guerra sui numeri della piazza: fino a 800mila manifestanti

Come di consueto in occasione dei grandi scioperi d’Oltralpe, le stime sulla partecipazione effettiva registrano un forte divario tra le parti:

  • Stime del Ministero dell’Interno: A fine giornata il Viminale francese ha quantificato in 410.000 i manifestanti complessivi in tutto il Paese (di cui 110.000 nella sola capitale Parigi). Rispetto al sabato precedente (17 ottobre), il Governo stima una flessione dell’affluenza.
  • Stime dei Sindacati (CGT): La confederazione sindacale ha rivendicato una partecipazione di circa 800.000 persone in Francia (con un picco di 250.000 partecipanti a Parigi), sostenendo la sostanziale tenuta del movimento di protesta su scala nazionale.

Tensioni ed incidenti a Parigi ed in provincia

Nonostante lo svolgimento in larga parte pacifico dei cortei durante la mattinata, il clima si è surriscaldato nel tardo pomeriggio al momento del discioglimento delle marce.

A Parigi, gli scontri più violenti si sono concentrati nella zona di Porte de Vincennes, dove oltre 500 manifestanti hanno affrontato le forze dell’ordine con un fitto lancio di oggetti e pietre. La Polizia ed i reparti anti-sommossa hanno risposto facendo massiccio uso di gas lacrimogeni ed idranti per disperdere la folla, creando momenti di forte confusione per migliaia di cittadini che cercavano di allontanarsi dalla zona al termine della marcia.

Tensioni ed incidenti a catena sono stati registrati anche nelle altre principali metropoli francesi:

  • Lione, Marsiglia e Tolosa: La polizia è intervenuta con carica di alleggerimento e lacrimogeni in serata.
  • Nantes e Grenoble: Incidenti scaturiti dal tentativo di gruppi di manifestanti di violare i perimetri interdetti dalla Prefettura. A Grenoble sono state danneggiate e vandalizzate diverse vetrine commerciali.

Quasi mille fermi ed i controlli preventivi del Viminale

Nel corso del resoconto serale, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha confermato un totale provvisorio di quasi 1.000 fermi in tutta la Francia.

Nuñez ha difeso l’operato del dispositivo di sicurezza, sottolineando che una quota consistente dei fermi è scaturita dai controlli preventivi effettuati fin dal mattino alle stazioni ed ai varchi dei centri storici, con il sequestro di numeroso materiale potenziale da offesa. Secondo le autorità, la stretta sulle piazza ha consentito di sventare saccheggi sistematici simili a quelli verificatisi nelle settimane precedenti.

La pressione sociale in Francia resta comunque altissima, ed i sindacati annunciano di non volersi fermare fino a quando non arriveranno risposte concrete dal Governo sulle politiche salariali ed energetiche.

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