Fuga per la vittoria? Sinalp denuncia la distruzione della Sicilia ed il governo Musumeci cosa fa ?

 

In questi ultimi anni si fa un gra parlare di fuga dei giovani siciliani dalla loro terra, si fa un gran parlare di giovani siciliani che non hanno più alcun interesse per il futuro e non studiano ne cercano lavoro, categoria questa inquadrata dalla cultura anglosassone con il termine neet (acronimo di not in Education, Employment or Training)

Questi due fattori hanno innescato un meccanismo negativo che se non verrà fermato in tempo distruggerà la Società Siciliana per come la conosciamo e per come nei secoli si è sviluppata ed affermata.

Il punto di non ritorno è quasi raggiunto, visto che già nel 2018 ci siamo aggiudicati ben tre primati:

per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale la popolazione siciliana è scesa sotto i 5 milioni di abitanti,

il tasso di mortalità è superiore rispetto a quello delle nascite,

e l’emigrazione dei siciliani ha raggiunto i livelli massimi dall’unità d’Italia.

Poi, per non farci mancare niente, la componente maggioritaria degli emigrati siciliani è composta da giovani laureati che abbandonano la loro terra in cerca di fortuna e miglior condizione sociale ed economica verso il Nord e verso altri Stati.

I giovani laureati che emigrano dopo aver completato il percorso di studi universitari nel 2018 ha raggiunto una percentuale da “distruzione del sistema sociale” arrivando ad oltre il 30% dei laureati.

Nella nefasta graduatoria nazionale dell’emigrazione di giovani laureati il record spetta a Caltanissetta con ben il 57% dei suoi laureati andati via, seguita da Enna, ed Agrigento.

Per completare il quadro della morte del futuro della Sicilia, nei primi 4 posti della ingloriosa classifica dei giovani neet si piazzano le Province siciliane di Caltanissetta con il 48,2% di giovani neet, Catania con il 40,6%, Trapani con il 40,0% e Palermo con il 39,8%,.

Un record assoluto che ci ha fatto vincere le medaglie d’oro, argento, bronzo e legno, complimenti alle amministrazioni regionali che negli ultimi 20 anni non hanno fatto assolutamente nulla per far rimanere i ragazzi in Sicilia ma anzi con la scusa di elogiare il sistema universitario “Erasmus”, sicuramente un lodevole progetto di integrazione e confronto sociale e culturale tra i giovani europei, hanno contribuito a “spingere” i nostri ragazzi ad andare via esaltando anche più di quanto meritino le mete estere dando sfogo a quella stupida ed insensata esterofilia intrinseca nella coscienza umana, per ataviche condizioni storiche, dell’italiano e del siciliano medio.

I nostri politici cosa fanno concretamente per invertire la rotta?

Cosa hanno fatto per gli otre 8.000 lavoratori della formazione professionale regionale, assunti prima e resi disoccupati dopo per volere, o per i capricci, della politica?

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