Inchiesta Nexus, il sindaco Francesco Italia spezza il silenzio in Aula: «Un’iscrizione non è una condanna, non mi dimetto»

Scontro infuocato in Consiglio comunale a Siracusa. Il primo cittadino si difende: «Nessun comitato d'affari ha mai ottenuto nulla da me, ma mi assumo la responsabilità politica per Concetta Carbone». Confermata la permanenza del solo assessore Coppa per bilancio e legalità.
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SIRACUSA – Respinge le accuse, rivendica la propria estraneità alle condotte illecite emerse dalle carte giudiziarie e chiude nettamente la porta all’ipotesi delle dimissioni. In una seduta del Consiglio comunale carica di tensione, il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha preso la parola a Palazzo Vermexio per affrontare l’onda d’urto dell’operazione “Nexus”, l’indagine anticorruzione che ha portato in carcere un carabiniere e posto agli arresti domiciliari l’ex vicepresidente dell’assise cittadina Concetta Carbone.

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Un intervento dai toni fermi con cui il primo cittadino ha inteso fare chiarezza sulla propria posizione penale e politica, rispondendo al durissimo attacco frontale mosso dai gruppi di opposizione.

«Nessuna condanna, mi sottopongo alle verifiche ma non mi dimetto»

Di fronte alle richieste di immediate dimissioni giunte dai banchi della minoranza, Italia ha puntato sulla distinzione fondamentale tra atto dovuto e responsabilità penale:

«Diversi mesi fa ho ricevuto una proroga delle indagini – ha chiarito in Aula il sindaco Francesco Italia –. Non sono destinatario di alcuna misura cautelare, non sono stato perquisito e non ho subìto alcun tipo di sequestro. Un’iscrizione nel registro degli indagati non rappresenta in alcun modo una condanna, ma è semplicemente un atto formale che apre una verifica. A quella verifica mi sottopongo con serenità, ma sia chiaro: non mi dimetto per una semplice iscrizione».

Presunto comitato d’affari: «Mai promesso nulla, si lamentavano di me»

Entrando nel merito delle intercettazioni diffuse dalla stampa e inerenti alla presenza di un presunto comitato d’affari nei corridoi del Municipio, il primo cittadino ha rivendicato una condotta d’impermeabilità:

«Nessuna cronaca riporta una sola conversazione in cui io aderisca a quel gruppo o in cui io prometta qualcosa – ha evidenziato Italia –. Le medesime cronache riportano invece che le persone descritte come componenti di quel gruppo si lamentavano espressamente di non aver ottenuto nulla da me. Non sono e non sarò mai il riferimento di alcun sistema, e lo dimostrerò nelle sedi opportune».

Proseguendo nella ricostruzione, il sindaco non si è tuttavia sottratto al peso delle scelte umane e amministrative legate a Concetta Carbone: «La vicinanza non la nego, sarebbe falso e vile. L’ho scelta io per due volte: prima in giunta e poi in lista. Di quella scelta la responsabilità politica è interamente mia».

Controlli sugli appalti e azzeramento di Giunta: resta in carica solo l’assessore Coppa

Per garantire il massimo livello di trasparenza, il Comune avvierà un audit interno su ogni procedura di gara finita sotto i riflettori della Procura: «L’ente verificherà con i propri organi ogni singolo affidamento riguardante quell’opera e consegnerà alla magistratura tutto ciò che verrà richiesto».

Quanto all’azzeramento dell’esecutivo – provvedimento criticato dall’opposizione e dall’ex assessore Salvatore Castagnino –, Italia ha chiarito la dinamica dell’operazione: «Ho chiesto formalmente alla squadra di governo di rassegnare le dimissioni e tutti gli assessori hanno rimesso le deleghe immediatamente, senza opporre alcuna resistenza. Ho chiesto esclusivamente all’assessore Pierpaolo Coppa (titolare delle deleghe al Bilancio e alla Legalità) di restare in carica per garantire la continuità amministrativa ed i controlli di trasparenza».

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