CATANIA / ACIREALE – Una nuova grande arteria stradale per superare definitivamente i paralizzanti paralisi di traffico della Tangenziale di Catania e collegare direttamente il casello autostradale di Acireale con l’asse viario Catania-Siracusa. È questa la proposta cardine contenuta nel piano strategico da 251 milioni di euro firmato dal sindaco della Città Metropolitana di Catania, Enrico Trantino, e inviato alla Regione Siciliana in vista della prossima legge di bilancio all’ARS.
Il documento programmatico racchiude otto interventi prioritari per il territorio etneo. Tra questi spicca la richiesta di 28 milioni di euro destinati unicamente alla progettazione del bypass viario, pensata per dare una risposta concreta ai disagi quotidiani sofferti da migliaia di pendolari e autotrasportatori.
Il tracciato e l’intesa con l’Ance
L’idea progettuale, sostenuta con forza anche dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), prevede una vera e propria strada parallela all’attuale tangenziale. L’opera punta a unire i paesi pedemontani all’area di Motta Sant’Anastasia, proseguendo oltre la zona industriale di Catania fino a raggiungere il raccordo con il territorio Siracusano.
“Modificare l’attuale tangenziale è impensabile, significherebbe bloccare totalmente la circolazione”, ha evidenziato il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ringraziando il collega Trantino per aver inserito l’opera tra le priorità provinciali.
Le parole del sindaco di Acireale e il nodo sui fondi del Ponte
Nel sottolineare la portata decisiva dell’intervento per l’intera area metropolitana, il primo cittadino acese ha lanciato un forte appello alle istituzioni regionali:
“Moltissime persone si spostano per motivi di lavoro a Catania e riscontrano enormi difficoltà quotidiane. Chiediamo che il Presidente della Regione e l’intero Parlamento appostino in Finanziaria le somme necessarie, quantomeno per fare partire la progettazione esecutiva e individuare il percorso definitivo”.
La vicenda ha riacceso inevitabilmente il dibattito sulla gestione delle risorse destinate alle grandi opere in Sicilia. Pur ribadendosi favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, Barbagallo ha posto l’accento sulle tempistiche di sblocco delle risorse:
“Dobbiamo capire se e quando verranno sbloccati i soldi vincolati per il Ponte. Se si prevede di dover aspettare ancora dieci o quindici anni per un progetto esecutivo sullo Stretto, allora sarebbe più saggio svincolare quelle somme immediatamente, poiché risorse che potrebbero essere impiegate per realizzare strade, autostrade e collegamenti ferroviari vitali e urgenti per l’intera Sicilia”.
Ricevi le notizie di WLTV su Telegram, appena escono: iscriviti al canale
